mercoledì 31 ottobre 2018

KISS / 2 : FANTASTICI 4 + BONUS AUDIO CONCERT HEMPSTEAD NEW YORK 1975


KISS / 2 : FANTASTICI 4 + BONUS AUDIO CONCERT HEMPSTEAD NEW YORK 1975

Kiss 
Calderone Hall 
Hempstead New York 
August 23rd 1975

Ace Frehley guitar
Peter Criss Drums Vocals
Gene Simmons Bass Vocals
Paul Stanley Guitar Vocals

1 Intro
2 Deuce 
3 Strutter 
4 Got To Choose 
5 Hotter Than Hell 
6 Firehouse 
7 She 
8 Guitar Solo
9 Nothin' To Lose 
10 C'mon And Love Me 
11 Bass Solo
12 100,000 Years 
13 Drum Solo/ 100,000 Years Reprise
(Tape Flip Edit in Reprise at 46:37 real time)
14 Black Diamond 
15 Cold Gin 
16 Rock And Roll All Nite 
17 Let Me Go, Rock 'N' Roll 


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KISS 1978 e 2001 + BONUS AUDIO UNRELEASED ALBUM 1973

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martedì 30 ottobre 2018

SNAFU



Snafu era un gruppo britannico di rhythm and blues / rock degli anni '70, con il vocalist Bobby Harrison e il chitarrista  Micky Moody.

Storia
Nel 1972, il vocalist e batterista Bobby Harrison aveva appena lasciato il gruppo blues-rock Freedom e iniziò a registrare il suo primo LP solista, "Funkist". In primo piano in questo album c'era Micky Moody, che allora era il chitarrista solista di Juicy Lucy. La collaborazione tra i due ha avuto un tale successo, che dopo la scomparsa di Juicy Lucy hanno deciso di formare un gruppo completamente nuovo e suonare il funk ispirato all'americano e il rock dal gusto R & B.
Bobby Harrison aveva suonato con i Procol Harum e ha partecipato alla registrazione del loro classico di tutti i tempi, "A Whiter Shade of Pale". Poco dopo, però, a Harrison fu detto di lasciare la band a causa di "differenze interne". Dopo Procol Harum, Bobby Harrison formò Freedom, la cui prima formazione registrò un paio di singoli e una colonna sonora per un film italiano. Il successo commerciale li ha sfortunatamente colpiti e Freedom si sciolse nel 1972. Dopo di ciò, Bobby si esibiva occasionalmente nei Juicy Lucy, dove divenne amico del chitarrista Micky Moody.
Nato nel 1950 in una famiglia borghese del nord, Micky Moody fin da piccolo si è infatuato del suono della chitarra elettrica. Più tardi - quando Moody aveva formato la sua prima band a scuola - suo padre è riuscito a fargli i suoi primi concerti . Questa band, chiamata The Roadrunners, presentava al basso e alla voce uno dei compagni di classe di Micky , Paul Rodgers, in seguito il cantante dei Free.
Mentre la band iniziava a migliorare, un altro bassista della zona di Middlesbrough, Bruce Thomas (più tardi di Quiver e Elvis Costello's Attractions), fu assunto e il gruppo cambiò il loro nome in The Wildflowers. Dopo tre mesi il gruppo si sciolse e Moody tornò a Middlesbrough per studiare chitarra classica. Tuttavia, presto si unì a una band locale chiamata Tramline e fu anche membro del Mike Cotton Sound. Nel luglio 1970, Moody fu invitato a unirsi a Juicy Lucy, con il quale rimase per tre album fino a quando Snafu non fu formato nell'ottobre / novembre 1972.
Bobby Harrison e Micky Moody hanno iniziato a scrivere insieme e ad ascoltare nuovi membri della band. Hanno trovato l'ex batterista dei Tramline Terry Popple (in precedenza con Van Morrison), il bassista Colin Gibson (ex Ginger Baker's Airforce) e il suonatore di tastiera / violino Pete Solley (più tardi in Whitesnake). Gibson suggerì il nome Snafu, un termine preso da una canzone di Captain Beefheart "Big Eyed Beans From Venus" nel suo album del 1972, Clear Spot.  Le influenze musicali erano principalmente americane e provenivano da band come The Allman Brothers Band e in particolare dai Little Feat, una delle band preferite di Bobby Harrison.
Richard Branson, che aveva recentemente creato The Manor Studio, e aveva iniziato a registrare una lunga composizione di un chitarrista sconosciuto, Mike Oldfield, fu anche colpito dal sound degli  Snafu, che arrivarono  al The Manor Studio per registrare il loro primo LP. Infatti, Oldfield stava lavorando su Tubular Bells contemporamente agli Snafu  e Solley suono' brevemente nella  registrazione.
Il primo e omonimo LP e singolo del gruppo ha ricevuto buone recensioni, ma hanno avuto poco successo commerciale. Tuttavia, al momento della pubblicazione di "Snafu", il gruppo è stato in tournée in Europa con The Doobie Brothers e poi negli Stati Uniti con gli Eagles.
Sul secondo LP, Situation Normal, Solley aveva preso il controllo di gran parte del gruppo e c'è una forte influenza country-rock nell'album. La band ha girato l'America come supporto per Emerson, Lake & Palmer, ma la partecipazione al tour è stata vista da molti come un errore.
La band ha registrato fino a otto canzoni in sessione per la BBC in questo periodo.
Il terzo LP di Snafu, All Funked Up, è stato a lungo considerato come il loro "grande album perduto" ed è altamente elusivo nel suo formato originale in vinile. Solley era partito per unirsi a Procol Harum. È stato sostituito inizialmente  da Brian Chatton (in precedenza con The Warriors con Jon Anderson, Flaming Youth con Phil Collins e Jackson Heights con Lee Jackson di The Nice), John Miles) e in seguito da Tim Hinkley, che era un session man  molto utilizzato . Entrambi suonano nell'album, che è stato registrato nuovamente al The Manor.
Durante un tour in Germania, Moody è stato invitato a unirsi a David Coverdale e ha accettato. Harrison ha cercato di tenere insieme Snafu per un po 'con Clem Clempson (Colosseum, Humble Pie, Champion) alla chitarra, ma non ha funzionato.
Snafu è famoso per combinare la tradizione inglese del ritmo e del blues con elementi ispirati al funk e alla musica country degli Stati Uniti. La chitarra distintiva di Moody, spesso con diapositive, forniva alla band un suono R & B molto particolare, specialmente in brani  come "Lock and Key" e "Hard To Handle".


SNAFU - Snafu - 1973

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The ALLMAN BROTHERS BAND / 2 + BONUS AUDIO CONCERT RIVERSIDE CALIFORNIA 26 JANUARY 1970
1979 : IL NECROLOGIO DI LOWELL GEORGE + BONUS AUDIO CONCERT NEW JERSEY 1979
PAUL KOSSOFF & FREE / 3 : MEGAPOST + BONUS AUDIO CONCERT RANDWICK SYDNEY AUSTRALIA  9 MAY 1971
RESTA GRANDE,LEON RUSSELL
I DISCHI DELLA NOSTRA VITA : 5 / DANILO JANS's FAVORITIES - SECONDA PARTE

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LIVE IN ITALY

venerdì 26 ottobre 2018

LOREDANA BERTE' / 4



Loredana Bertè (Bagnara Calabra, 20 settembre 1950) è una cantautrice italiana.
Sorella minore di Mia Martini (1947-1995), è ritenuta sin dagli anni settanta una delle interpreti più note e poliedriche del panorama musicale italiano. Grazie alla sua forte personalità vocale e interpretativa, Loredana Bertè è definita la Regina del Rock italiano. Assai discussa anche per le complesse vicissitudini personali, vanta una lunga carriera musicale durante la quale ha pubblicato 17 album in studio, 5 album dal vivo, 2 EP e 3 raccolte ufficiali, vendendo oltre 7 milioni di dischi in tutto il mondo.
Il magazine musicale Rolling Stone ha definito Traslocando (1982) l’album femminile italiano più bello di sempre.

Biografia
L'infanzia
Loredana Bertè nasce a Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria, il 20 settembre del 1950, tre anni dopo sua sorella Mia Martini (Domenica Berté, detta Mimì), scomparsa nel 1995. Il padre, Giuseppe Radames Bertè (1921–2017), e la madre, Maria Salvina Dato (1925–2003) erano entrambi insegnanti. Il padre è stato professore di latino e greco e in seguito preside di liceo, mentre la madre era maestra elementare. La sua famiglia è costituita da quattro figlie: Leda (1945), Domenica (1947-1995), Loredana (1950) e Olivia (1958).
Per molti anni la cantante non ha mai fatto pubblicamente alcun cenno alla propria infanzia. Un anno dopo la morte della sorella, la Bertè si sfoga in un memoriale sulle pagine del settimanale Oggi, dove per la prima volta ricorda la difficile situazione familiare: un padre violento e una madre assente che non amavano le figlie e imponevano loro una rigida disciplina.
In un'intervista concessa nel maggio 2009 a Maurizio Becker, la Bertè attribuisce la morte della sorella ai problemi psicologici derivati da tali difficoltà; la sorella Leda ha del resto confermato le accuse di Loredana.

Gli esordi
Si trasferisce a Roma nel 1965, alcuni anni dopo la separazione dei genitori, insieme alla madre e alle sorelle. “Il periodo di Roma è stato il più felice della mia vita”, dichiarerà moltissimi anni dopo; qui inizia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo come ballerina al "Piper Club" (dove conosce Renato Fiacchini, successivamente affermatosi con lo pseudonimo di Renato Zero).
Nel 1966 entra nel gruppo di ballo dei Collettoni e Collettini, che accompagnavano Rita Pavone nei suoi spettacoli, iniziando così a lavorare con il regista Gino Landi e il coreografo Don Lurio in trasmissioni come Partitissima e Canzonissima. Iniziano anche le prime esibizioni dal vivo con Renato Zero, in cui uniscono il canto, la danza e il mimo. Di ritorno da una tournée messicana con il gruppo di ballo che accompagna Rita Pavone, a New York assiste a una rappresentazione del musical Hair: decide di presentarsi ai provini per la messa in scena del relativo allestimento italiano, a cui infine prende parte ottenendo il ruolo di Jeanie (che in una scena appare completamente nuda); la Bertè partecipa anche alla realizzazione del disco, come corista e come voce solista in un brano.
«Io non ci pensavo, a cantare. Me l'ha messo in testa Bill Conti, con cui abbiamo fatto due anni di prove, al Sistina, per Hair. Fu lui a convincermi che dovevo farlo.”»
Nel 1970 debutta in sala di registrazione, come corista assieme alla sorella per l'album di Chico Buarque Per un pugno di Samba, arrangiato da Ennio Morricone e prodotto da Sergio Bardotti; nello stesso anno partecipa anche nei cori del 45 giri Gingi, pubblicato da Pippo Baudo.
Nel 1971 partecipa ai cori del primo album della sorella Mia Martini, Oltre la collina.
Nel 1972 è di nuovo in teatro con la commedia musicale Ciao Rudy, di Garinei e Giovannini, ispirata alla figura artistica di Rodolfo Valentino, dove ha l'occasione di recitare con Marcello Mastroianni, Alberto Lionello, Mita Medici e Paola Borboni. Nell'album che racchiude le canzoni della commedia e che viene pubblicato l'anno successivo, canta il brano Piaceva alle donne. Nello stesso anno è, insieme a Penny Brown, una delle narratrici della prima opera-rock italiana Orfeo 9, per la regia di Tito Schipa Jr., pellicola trasmessa da Rai 2 e tratta dall'omonimo spettacolo teatrale andato in scena nei due anni precedenti.
Nel 1973 è tra le possibili soubrette di Canzonissima, condotta da Pippo Baudo, ma viene bocciata dalla dirigenza della Rai a causa della sua prorompenza fisica, giudicata inadatta al pubblico della domenica pomeriggio (sarà Mita Medici la prescelta). In quel periodo appare sui rotocalchi per la storia d'amore con il tennista Adriano Panatta.
Nel 1974 appare nella versione televisiva dell'operetta No no Nanette, per la regia di Vito Molinari. Nello stesso anno recita nella commedia musicale Forse sarà la musica del mare insieme a Minnie Minoprio e Lando Buzzanca, in cui canta la canzone L'onnipotente uomo con Renato Cortesi, contenuta nell'LP della colonna sonora. Inoltre, posa nuda in un servizio fotografico pubblicato sulla nota rivista Playboy.

Streaking e la censura (1974)
Dopo diversi provini, alcuni dei quali successivamente incisi dalla sorella (Bolero, canzone che nel 1973 Mia Martini incise nel suo album Il giorno dopo, era in realtà destinata proprio a Loredana), viene notata dal discografico Alfredo Cerruti che la vuole lanciare come cantante sexy procurandole un contratto con la CGD, che nel 1974 pubblica il suo primo LP dal titolo Streaking (in inglese: irrompere nudi tra la folla), prodotto da Enrico Riccardi. L'album, uno sperimentale concept interamente incentrato sulla tematica sessuale, mostra subito l'attitudine provocatoria e trasgressiva della Bertè (il brano Il tuo palcoscenico si conclude con l'urlo della parola "cazzo" e una suggestiva coda di chitarra elettrica), scatenando la contrarietà della censura radiotelevisiva dell'epoca, che riesce a farlo ritirare dal mercato, principalmente a causa delle foto interne in cui la giovane cantante appare completamente nuda, immortalata dallo stesso fotografo del servizio per la rivista Playboy, Mauro Balletti. Streaking verrà pertanto ristampato con una differente immagine di copertina.

Il successo
Il successo discografico arriva nel 1975 con Sei bellissima, canzone che esalta le sue capacità vocali ed espressive, divenuta nel tempo un vero e proprio classico della musica italiana. Scritta da Claudio Daiano per il testo e da Gian Pietro Felisatti per la musica, Sei bellissima viene arrangiata da Vince Tempera, ispiratosi a Bella senz'anima di Riccardo Cocciante.
La Bertè partecipa dunque al Disco per l'estate, ma viene eliminata, sfavorita nuovamente dalla censura, per i versi “a letto mi diceva sempre / non vali che un po' più di niente”. Nel complesso la Rai giudica il testo "troppo forte", pertanto Sei bellissima esce in due versioni: una con i versi incriminati e un'altra con i versi sostituiti da un innocuo “e poi mi diceva sempre / non vali che un po' più di niente”; il 45 giri è il primo disco della cantante a entrare in classifica, dove rimane per quattordici settimane, raggiungendo l'ottava posizione della hit-parade.
Nel frattempo, tra il 1975 e il 1976, la Bertè appare in tre film: Il padrone e l'operaio di Steno, Movie rush - La febbre del cinema di Ottavio Fabbri e Attenti al buffone di Alberto Bevilacqua.
Dopo la rottura del fidanzamento con Adriano Panatta, e dopo un breve flirt con il bassista dei Pooh Red Canzian, la Bertè intraprende una lunga relazione sentimentale con Mario Lavezzi: ma è anche l'inizio di un fortunato sodalizio artistico. Normale o super (1976), LP a partire dal quale inizia il suo vero discorso musicale, è il primo dei cinque lavori in cui proprio Lavezzi figura non soltanto come autore, ma anche come produttore. L'album contiene, fra gli altri, anche Per effetto del tempo (primo brano scritto per lei da Ivano Fossati, insieme a Oscar Prudente), Indocina (in cui parla del lungo e sanguinoso conflitto in Vietnam) e il singolo Meglio libera, che rimane in classifica per ben diciannove settimane e che continua, per quel che riguarda il testo, il filone femminista, confermato l'anno dopo anche con il successivo 45 giri Fiabe (anche questo un discreto successo di classifica, molto trasmesso dalle emittenti libere).
Nel 1977, interpreta la soubrettina Dori in Bambole, non c'è una lira, storico varietà televisivo a puntate sul tema dell'avanspettacolo scritto da Maurizio Costanzo e Dino Verde, per la regia di Antonello Falqui: è anche l'ultimo programma Rai girato in bianco e nero. Successivamente, viene pubblicato il suo terzo LP, TIR: in copertina una sexy Loredana Bertè ritratta dalla vita in giù, con i classici hot pants. All'album, promosso anche attraverso lo special in onda sulla Rai intitolato Un viaggio in TIR, partecipano anche Fausto Leali, con cui rilegge insieme a Lavezzi la battistiana Le tre verità, e Mia Martini ai cori.
Nello stesso anno viene eletta miglior interprete femminile nell'ambito del popolare concorso Vota la voce, indetto dal settimanale TV Sorrisi e Canzoni, rinnovando successivamente le vittorie anche nel 1979, nel 1982, nel 1985 e nel 1986, con relativo record al femminile.
Nel 1978 collabora nuovamente con Ivano Fossati, che dopo aver scritto proprio per Loredana il testo di Pensiero stupendo (da lei rifiutato e successivamente interpretato dall'amica Patty Pravo) le offre la possibilità di interpretare un brano a scelta fra La mia banda suona il rock e Dedicato, canzone quest'ultima che la Bertè incide, consacrandosi come «interprete seria, toccante, per la quale si schiude un successo a 360 gradi». Dedicato le apre definitivamente le porte dei circuiti televisivi, malgrado la censura del verso “ai politici da fiera”, in favore di un inoffensivo “alla faccia che ho stasera”; la Bertè, comunque, dal vivo canterà sempre la canzone con il verso originale. Dopo il successo di questo singolo, che raddoppiò le vendite di Sei bellissima, nel 1979 Dedicato venne ripresa da Dalida con il titolo Dédié à toi, dando anche il titolo all'omonimo album.

Dal reggae al funky (1979 - 1981)
«È tutto merito della curiosità: se non c'è, è inutile che tu salga su un palco. E la luna bussò nacque dopo un viaggio in Giamaica. Come uscii dall'aeroporto, vidi un fiume di persone con i dreadlocks; le seguii finendo in uno stadio: su un palco c'era Bob Marley. Ancora in Italia non lo conosceva nessuno, ma io mi comprai tutti i dischi per studiarli a fondo”»
Nel 1979 è di nuovo in classifica con E la luna bussò, hit scritta da Daniele Pace, Oscar Avogadro e dal produttore Mario Lavezzi, con cui viene definitivamente legittimato il reggae in Italia. Accolto positivamente anche in vari paesi europei e sudamericani, il singolo giunge sino al 6º posto della hit-parade italiana, rimanendo in classifica per ventidue settimane consecutive e trainando l'intero album Bandabertè (il primo dei suoi lavori a raggiungere un importante riscontro commerciale). Il disco contiene anche Colombo (composta da Ivan Graziani), e due sue personali versioni delle battistiane Prendi fra le mani la testa e Macchina del tempo: «la Bertè è ora una delle migliori interpreti italiane, con toni arrochiti e sofferti che non le impediscono di arrampicarsi su registri impervi».
Nel 1980 pubblica un nuovo 33 giri intitolato LoredanaBertE', in cui sfrutta le sonorità funky (all'epoca particolarmente all'avanguardia nel panorama musicale italiano), lanciando un'altra delle sue più grandi hit: In alto mare, scritta ancora una volta da Daniele Pace, Oscar Avogadro e Mario Lavezzi. L'album contiene anche Bongo Bongo e Prima o poi, composte da Alberto Radius, mentre Un po' di tutto e Buongiorno anche a te sono firmate da Pino Daniele.
L'anno successivo trascorre alcuni mesi negli Stati Uniti d'America per incidere con i Platinum Hook (band che la seguirà anche nei live) l'album Made in Italy, che contiene la hit Ninna nanna. A New York entra in contatto con Andy Warhol e la sua Factory, dove viene realizzato il videoclip del brano Movie. Nel frattempo i suoi dischi circolano già da qualche anno in paesi come Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi, mentre i suoi spettacoli raggiungono prestigiose location come il Madison Square Garden e il Ritz a New York.

L'esperienza nella Factory
Il videoclip di Movie
Nel 1981 la Bertè incide a New York l'album Made in Italy, con cui lancia anche la "moda pirata". La copertina dell'album è un intenso primo piano della cantante scattato da Christopher Makos, della Factory di Andy Warhol. In quel periodo infatti la Bertè, madrina di Elio Fiorucci, frequenta assiduamente lo storico studio di Andy Warhol, e sarà proprio il maestro della Pop art a realizzare in prima persona il video del brano Movie, premiato molti anni dopo (nel 2004) al M.E.I. (Meeting delle etichette indipendenti).

L'apice
Tra il 1982 e il 1984 vende complessivamente oltre un milione di dischi con tre importanti produzioni interamente curate da Fossati: «un trittico di insuperato valore per la ragazza ribelle», in cui emergono infatti alcune delle sue interpretazioni più raffinate e al tempo stesso incisive. Nel 1982 ottiene consensi clamorosi al Festivalbar con Non sono una signora, suo vero manifesto musicale scritto da Ivano Fossati e incluso nel long playing Traslocando, prodotto sempre da Fossati e ancora una volta registrato negli USA (con la partecipazione ai cori di Mia Martini).
L'album contiene Per i tuoi occhi (secondo singolo estratto) e Stella di carta di Maurizio Piccoli; Stare fuori, Traslocando e J'adore Venice sono firmate da Ivano Fossati, e poi una Notte che verrà di Mia Martini e Guido Guglielminetti. Con Traslocando la Bertè ottiene il suo primo disco di platino per le oltre 200 000 copie vendute.Trent'anni dopo, l'album viene successivamente inserito nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia, alla posizione numero 24, la più alta raggiunta da un'interprete femminile.
Un sondaggio Doxa effettuato nel mese di giugno vede Loredana Bertè al 9º posto fra i cantanti italiani più popolari, terza fra le donne, dopo Mina e Ornella Vanoni.
Nel 1983 incide Il mare d'inverno di Enrico Ruggeri, una delle prove più importanti della sua carriera d'interprete, racchiusa nell'album Jazz, che segna il passaggio alla multinazionale CBS, bissando il successo del precedente Traslocando e spingendosi sino al 4º posto della top-ten degli LP più venduti, dove riesce a stazionare per due mesi consecutivi totalizzando una permanenza complessiva di ventidue settimane nella top 50 degli album più venduti: è il lavoro di maggior successo commerciale della Bertè.
Prodotto da Ivano Fossati, il disco viene registrato tra Londra e New York con l'apporto di alcuni tra i più importanti musicisti americani del momento (Yogi Horton, Tinker Barfield, Harry Withaker, Doc Powell); la title-track Jazz (Sina in originale, successivamente incisa in inglese anche dai Manhattan Transfer con il titolo Soul food to go, giunta al 25º posto nella Billboard's Top Adult Contemporary chart) segna anche l'incontro tra la Bertè e il musicista brasiliano più in voga del momento, e cioè Djavan.
Nello stesso anno, la CGD pubblica Lorinedita, una raccolta non autorizzata dall'artista, contenente nove brani inediti appartenenti alle sessioni dei precedenti lavori discografici, tra cui spiccano Al mercato dell'usato (scritta da Renato Zero) e Professore, brano che la Bertè ricorderà con particolare entusiasmo anche a distanza di molti anni da quella che resta comunque una pubblicazione non ufficiale. Inoltre, appare brevemente nel ruolo di sé stessa nel film Storia di Piera, cantando Sei bellissima: «Solo in lei c'è qualcosa di speciale. La vedo apparire sullo schermo e immagino l'effetto del pubblico: all'improvviso un profondo silenzio e le poltrone che scricchiolano», dichiara il regista Marco Ferreri.
In questo periodo appare sul libro fotografico Rock Shots - 100 Ritratti in Musica, pubblicato in occasione della Mostra sul fotografo Guido Harari (tenutasi a Torino, Milano e Barcellona nello stesso anno).
Il 30 dicembre 1983 sposa a St. Thomas, nelle isole Vergini, Roberto Berger, figlio di Tommaso Berger, il miliardario fondatore dell'industria del caffè Hag e proprietario delle acque Sangemini. Lui ha dieci anni meno di lei, non vivranno mai stabilmente insieme, e il matrimonio termina dopo quattro anni, a seguito della denuncia fatta dalla cantante contro il marito per inadempienza degli obblighi coniugali.
Nel 1984 registra in Russia uno special televisivo interamente incentrato su di lei, in cui vengono riproposti alcuni dei suoi brani più rappresentativi in forma di video-clip; il programma viene trasmesso anche dalla Rai. A Londra registra Savoir faire: uscito in piena estate, è il terzo LP consecutivo prodotto da Ivano Fossati (che nei crediti appare come Il Volatore, segno di un'ultima e sofferta collaborazione tra i due) a cui partecipa anche Phil Palmer. Ad aprire l'album è una riuscita rilettura in chiave moderna di Ragazzo mio (omaggio a Luigi Tenco), ma spiccano anche Una sera che piove (scritta per lei da Bernardo Lanzetti), la sua interpretazione di Non finirà (uno dei migliori brani di Enrico Ruggeri), nonché Petala, secondo omaggio a Djavan con testo italiano firmato dallo stesso Fossati.
Malgrado non riesca a raggiungere i primissimi posti in classifica come i due lavori precedenti, Savoir faire riesce comunque a stazionare per venti settimane nella top 50 dei 33 giri più venduti.

Carioca (1985)
Nel 1985 vola in Brasile, dove realizza Carioca, album in cui appare per la prima volta anche in veste di produttrice:
«Sì, ho rinunciato alla figura del produttore, Carioca è prodotto da me, anche per questo è l'album più importante della mia carriera. Qui le responsabilità sono tutte mie, nel bene e nel male. Poi credo che per me fosse giunta l'ora di lavorare da sola.»
Il disco è interamente dedicato al repertorio di Djavan, cantautore da lei molto amato, che mescola le tradizionali atmosfere brasiliane al rock e al jazz.

«Il mio ultimo album si intitola Carioca perché sprizza Brasile dappertutto. Un Brasile che lascia da parte il samba e il Carnevale di Rio, Falcao e le immagine edulcorate della spiaggia di Ipanema, per vestirsi di un abito musicale ricco di ritmo e di ampie melodie.[29]»
Carioca viene inizialmente concepito in lingua portoghese, ma su imposizione della casa discografica viene inciso in italiano con gli adattamenti di Bruno Lauzi ed Enrico Ruggeri. Dall'album, che giunge sino al 6º posto della classifica degli album più venduti con una permanenza complessiva di venti settimane, viene estratto il singolo Acqua, «un pezzo corale di spirito pacifista» il cui videoclip (girato proprio in Brasile) viene scelto anche come sigla d'apertura del Festivalbar, nella cui finale all'Arena di Verona si esibisce con la sua band in uno speciale mini-concerto interamente dal vivo.
«Il suo segreto rimane sostanzialmente lo stesso. Grazie a una mentalità internazionale che la cantante ha acquisito in anni di esperienza all'estero, viene posta la massima attenzione alle regole dello spettacolo. Come raramente fanno le sue colleghe, i gruppi che la accompagnano sono sempre di notevole livello, così come la pulizia e la modernità degli arrangiamenti. Per questo, il concerto di Bertè è non solo un esempio di alta professionalità, ma anche uno dei più godibili che si possano trovare in giro per l'Italia.»
Nello stesso anno prende parte al progetto discografico di beneficenza in favore dell'Africa, cantando Nel blu dipinto di blu, insieme a numerosi altri artisti italiani; inoltre il 18 settembre si esibisce al concerto Italy for Italy (realizzato per raccogliere fondi per il disastro di Stava e della Val di Fiemme[33]), cantando Non farti cadere le braccia accompagnata alla chitarra dal suo autore, Edoardo Bennato.

Polemiche a Sanremo (1986)
All'apice del successo, nel 1986 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo col brano Re (scritto da Mango e arrangiato da Beppe Cantarelli), portando in scena una coreografia pensata per lei da Franco Miseria, in cui simula una finta gravidanza che suscita notevoli polemiche, puntualmente riprese da tutta la stampa. Venticinque anni dopo, saranno in molti a notare che il tema della sua performance verrà ripreso da Lady Gaga, la quale - il 15 maggio 2011, in occasione dell'evento live Radio 1's Big Weekend di Carlisle (UK) - non soltanto si è esibita con un finto pancione fasciato da un mini-abito in pelle nera, ma ha poi riproposto anche il medesimo cambio d'abito con lunga mise di colore nero, simile al vestito appositamente confezionato per la Bertè dall'amico Gianni Versace, indossato dalla cantante durante la serata finale di Sanremo '86: «non contenta dell'effetto, replica l'esibizione la sera dopo dissacrando, dopo le mamme, le spose d'Italia. L'abito è splendido, pizzi e veli come tradizione vuole, ma la sposa di Loredana è nera come il suo umore...», scriverà Mario Luzzatto Fegiz sulle pagine del Corriere.
Esce la raccolta Fotografando... i miei successi, e la stessa Fotografando (lato B di Re, e anch'essa scritta da Mango) viene presentata in molte trasmissioni televisive, riscuotendo un buon successo nelle radio e al Festivalbar: «Ci sono molte belle canzoni del repertorio della Bertè ed è la conferma che Loredana è una delle poche, pochissime interpreti di grande talento che abbiamo in Italia.»
Ma i dissensi generati dalla sua esibizione sanremese spingono la CBS alla rottura del contratto discografico; sfuma così il progetto di un album in collaborazione con Mango, artista col quale la Bertè avrà comunque modo di duettare nella trasmissione tv Italia Sera, cantando la hit Oro. Molti anni dopo sarà lo stesso Mango a definirla, insieme a Patty Pravo, interprete «insuperabile» delle sue canzoni.

L'album IO e l'incontro con Borg (1988 - 1989)
Due anni dopo si ripresenta al Festival di Sanremo 1988 con il brano Io, scelta non troppo azzeccata come singolo apripista dell'omonimo album inciso per la RCA e realizzato a San Francisco con la produzione di Corrado Rustici: è il primo lavoro in cui compare un numero significativo di brani firmati dalla stessa Bertè: Proiezioni, Senza di te... pazza di te, Qui in città e Rai & T.V. (sigla degli Europei 1988, scritta con Mario Lavezzi).
L'uscita del disco, caratterizzato da sonorità prevalentemente pop (a differenza dei precedenti LP), sembra però registrare un certo calo di consensi, che ne limita anche gli esiti commerciali; malgrado ciò, pur non riuscendo a raggiungere le posizioni più alte, il disco riesce comunque a stazionare per diciotto settimane nella classifica degli album più venduti, supportato dai brani La corda giusta e Angelo amerikano, presentati al Festivalbar da una Bertè sempre più eccentrica.
Nell'estate del 1988, dopo la fine del matrimonio con Roberto Berger, durante un incontro in occasione di una tappa del Festivalbar registrata a Ibiza, intraprende una grande e burrascosa love story con il campione di tennis Björn Borg, presentatole la prima volta dall'altro suo ex, Adriano Panatta, al Roland Garros del 1973.
Al fidanzamento segue un lungo periodo di allontanamento della Bertè dall'Italia e dal mondo della musica. Borg si dimostra infatti, sin da subito, del tutto insofferente ai suoi impegni musicali, discografici e promozionali: la Bertè annulla anche un'importante tournée organizzata da David Zard, uno tra i manager più importanti a livello internazionale.
«Non mi lasciava un secondo. A ogni piazza, gli davano le chiavi ufficiali della città: “Abbiamo l'onore di avere con noi Björn Borg”. A un certo punto lo affrontai: “Ma è il tour mio o il tuo?”. Lui la mise giù dura: “Torniamo a Stoccolma” e mi fece stracciare un contratto milionario. I manager erano imbufaliti: “Sei pazza” e minacciavano querele. Ancora me lo ricordo Bjorn che si affaccia dalla scaletta dell'aereo e urla: “Fatemi causa”. Poi la fecero a me. Il circo suonò la grancassa della mia inaffidabilità, mi sporcarono la reputazione, mi massacrarono.»
Il 7 febbraio 1989 Borg tenta il suicidio ed è proprio la Bertè a salvarlo:

Il matrimonio con Björn Borg (1989 - 1992)
Il 4 e il 5 settembre 1989, prima con rito civile e poi con rito religioso, viene celebrato il matrimonio col celebre tennista, e all'epoca anche ambasciatore della monarchia svedese.
Durante questo periodo, sono frequenti gli attacchi della stampa scandalistica italiana e soprattutto quella svedese, che l'aggrediscono sul piano personale con una pressante attenzione su tutto ciò che riguarda la coppia. Al fianco del marito, la Bertè è spesso ospite delle sedi rappresentative di alcune delle più importanti nazioni al mondo, prima fra tutte la Casa Bianca a Washington, dove in seguito racconterà di aver incontrato per due volte proprio Osama bin Laden, insieme ai fratelli ospite dei Bush.
In seguito, la Bertè dichiarerà di non essere mai riuscita ad amalgamarsi con la famiglia del marito e con il loro contesto culturale, anche a causa delle sue difficoltà con la lingua. Il suo temperamento e il suo personaggio, trasgressivo e dalle complesse vicende biografiche e familiari, vengono spesso fraintesi dagli svedesi, che la vedono esibirsi anche in un gala in onore del monarca Carlo XVI Gustavo di Svezia.
Nel 1991 ritorna alla canzone d'autore con una fugace apparizione al Festival di Sanremo, dove interpreta In questa città, «ballata urbana che mette in risalto la splendida vocalità della Bertè», scritta per lei da Pino Daniele e inserita nella raccolta Best. Nonostante le due buone performance della cantante sul palco dell'Ariston (al netto di un problema con l'orchestra insorto durante la prima serata nel passaggio finale del refrain), il brano non riscuote la meritata accoglienza, probabilmente anche a causa di un testo «che non concede nulla alla facilità».
Due mesi dopo, la mattina del 24 aprile la cantante viene ricoverata all'ospedale Fatebenefratelli a Milano in seguito a un tentato suicidio, a due anni di distanza da quello del marito:
«Il giornale del pomeriggio non ha dubbi: la Bertè ha ingoiato il Roipnol sconvolta dalla paura di essere abbandonata. Da Montecarlo rimbalzano voci di infedeltà del consorte, che avrebbe fatto coppia fissa con una seducente giornalista inglese. Sarebbero dunque lontani i tempi radiosi dell'amore, benedetto il 4 settembre di due anni fa a Palazzo Marino dallo stesso sindaco Pillitteri per il tripudio delle cronache rosa. Qualche bene informato dà la colpa a Lennart Bergelin, una specie di tutore e di guru per Borg, che non avrebbe mai approvato il secondo matrimonio del pupillo. Troppe delusioni, ha detto Loredana.»
(Enrico Bonerandi, la Repubblica del 25 aprile 1991)
L'11 aprile 1992, la cantante viene nuovamente ricoverata per un collasso da stress ed è in quest'occasione, che la sorella Mia Martini riesce a riallacciare il loro rapporto dopo anni di rottura.
«Nell'84, quando voci maligne hanno ventilato che ci fosse qualcosa tra me e Ivano Fossati (mentre non c'era proprio nulla, tranne sincera amicizia e collaborazione artistica), Mimì ha smesso di rivolgermi la parola. Dopo qualche (vano) tentativo di chiarimento, mi sono rassegnata a mettermi da parte. Questa storia infame, però, mi ha tolto dieci anni di vita con mia sorella: non posso assolutamente dimenticarlo, né tanto meno perdonarlo. Ci ha costrette a “tenerci d'occhio” da lontano, a seguire il destino dell'altra magari attraverso la tv o le pagine di un giornale. [...] Quell'anno Mimì ha partecipato al Festival Europeo in Svezia. A casa di Bjorn non avevo mai parlato della mia famiglia: non sapevano che esistesse una sorella più famosa di me, più brava di me, che cantava pure meglio di me. Mi chiama inferocita la madre di mio marito dicendo: "Chi è questa che tutti i giornali svedesi definiscono la cognata di Borg?". È sua cognata appunto, mia sorella. Anche Mimì telefona dalla Svezia: "A Loredà, qua me trattano come se fossi Madonna: tutti i fotografi intorno ce l'ho io, tutta la stampa, tutte le televisioni". Dovete sapere che gli svedesi mi hanno sempre odiato, non hanno mai tollerato che il loro idolo nazionale sposasse una rockettara italiana: non è parso loro vero che spuntasse fuori una sorella raffinata ed elegante, tutta vestita Armani...»
Nello stesso anno, contrariamente a quanto riportato in alcuni articoli, è la cantante a lasciare Björn Borg e la città di Stoccolma, preparandosi a un ritorno alla musica con la firma di un nuovo contratto discografico con la Sony e l'inizio della stesura di nuovi testi, inevitabilmente influenzati dal tormentato periodo appena trascorso.
«Ho capito che la mia unica rivale era la coca e che non potevo vincere, perché lui l'amava più che me. E allora ho buttato fuori tutti e due, lui e la coca. Via, aria: il 5 marzo '92 l'ho cacciato di casa e gli ho tirato dietro le valigie. Ma avrei ancora sentito parlare di lui. Perché abbiamo avuto un lungo contenzioso per il divorzio: non volevo gli alimenti ma un “rimborso danni” visto che non mi aveva fatta lavorare per sei anni. E perché lui girava con le mie carte di credito: ho dovuto mantenerlo, praticamente. Per due anni o tre sono continuati ad arrivarmi conti di tutti gli alberghi del mondo.»
Successivamente, la Bertè addebiterà infatti la fine dell'unione con Borg non soltanto al carattere estremamente possessivo del tennista e al suo stile di vita basato, all'epoca, sul consumo abituale di sostanze illecite, ma anche e soprattutto alla non accettazione del matrimonio stesso da parte della famiglia di lui, al punto da opporsi al concepimento di un figlio, dalla cantante assai desiderato.
Nel 2002, il tennista svedese si sposerà per la terza volta con Patricia Östfeldt, con la quale vive tuttora. In seguito a questo terzo matrimonio, Borg viene denunciato dalla Bertè per bigamia: infatti, per l'anagrafe, i due risultano ancora sposati. La Bertè chiederà, inoltre, cinque milioni di euro di danni per il mantenimento mai versato, risarcimento mai corrisposto.



LOREDANA BERTE' / 4



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