sabato 18 agosto 2018

CLAUDIO LOLLI DEAD AT 68


Claudio Lolli (Bologna, 28 marzo 1950 – Bologna, 17 agosto 2018) è stato un cantautore, poeta, scrittore e docente italiano.
Era considerato uno fra i cantautori più impegnati. Oltre a temi politici, Lolli ha saputo trattare nell'arco di una trentina d'anni, incidendo una ventina di album, svariati temi quali l'amore omosessuale (Michel), i più profondi temi dell'essere umano quali la desolazione e la crisi (Un uomo in crisi. Canzoni di morte. Canzoni di vita) sociali e culturali (Ho visto anche degli zingari felici). Oltre a essere un cantautore, Lolli è stato anche uno scrittore e poeta, e, dagli anni ottanta, professore liceale. La poetica di Lolli, come quella di altri cantautori degli anni intorno al Sessantotto, è stata avvicinata alla corrente dell'esistenzialismo.

Biografia
L'infanzia e l'adolescenza
Nasce il 28 marzo 1950, in una famiglia piccolo borghese di Bologna, che sarà oggetto di critica in molte sue canzoni, come in Borghesia ("Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista, oppure un figlio non commerciante, o peggio ancora uno comunista... Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia"), oppure in Quando la morte avrà, canzone dedicata al padre, descritto come ottuso, severo e indisponente, benché citato con grande rimpianto (la figura del padre tornerà spesso anche in altri testi).
« Ero un adolescente abbastanza solitario, vizio che per fortuna ho abbandonato... Ascoltare e scrivere mi piaceva molto, era una delle ragioni della mia vita, mi sembrava dessero un minimo di senso alla mia vita... »
Comincia fin da giovane a coltivare una certa passione per i Beatles e per la Beat Generation, attraverso diversi autori, tra i quali Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti, Gregory Corso. Durante il liceo inizia a scrivere le prime canzoni, che riuscirà a sottoporre all'ascolto di Francesco Guccini grazie all'amicizia con Piero Guccini, fratello di quest'ultimo: «Quando un adolescente c'ha per mano una chitarra... che cosa può fare se non scrivere delle poesie, delle canzoni, dei racconti...»

Gli esordi
Le sue prime esperienze musicali avvengono all'Osteria delle Dame, di Bologna, nei primi anni settanta. Notevoli sono le connotazioni originali delle sue prime composizioni sia per quanto attiene ai testi che alla musica. I testi delle sue canzoni di quel periodo tratteggiano squarci di vita ordinaria e quotidiana. Si accompagna con la chitarra, usando a volte la tecnica del finger picking. La sua è "una voce da regno dei più o da festival del sottosuolo... così piena di granchi, di ragni, di rane e di altre cose un po' strane", così come è stata da lui stesso definita, forse in maniera eccessivamente dura, in un suo pezzo del 1977 intitolato Autobiografia industriale .
È Francesco Guccini, conosciuto proprio nella Bologna delle osterie, che lo porta alla EMI Italiana, l'etichetta che gli fa firmare un contratto e che pubblica i suoi primi 4 LP, dal 1972 al 1976. Il primo disco, Aspettando Godot (1972), è arrangiato da Marcello Minerbi, ex leader dei Los Marcellos Ferial, che si rifà per le sonorità allo stesso Guccini, a Fabrizio De André e, in alcune canzoni (Quello che mi resta o Quanto amore), ai cantautori francesi degli anni cinquanta.

Lolli negli anni '70
Pur con le ingenuità tipiche di ogni opera prima, emergono alcune tematiche caratteristiche dei dischi successivi di Lolli: l'impegno politico (in Borghesia e in Quelli come noi), il disagio esistenziale (ne L'isola verde o in Quanto amore), la critica all'istituzione familiare (in Quando la morte avrà, dedicata al padre), l'anticlericalismo (ancora in Quelli come noi), il senso della vita (nella title track).
Il disco riesce nell'intento di far notare il giovane cantautore; alcune sue canzoni, come Michel (dedicata ad un vecchio amico francese) o Borghesia, vengono trasmesse spesso per radio nel corso di trasmissioni dedicate alle nuove proposte che allora andavano di moda, tra le quali si ricorda Per voi giovani, creata da Renzo Arbore e condotta da Carlo Massarini. Il disco successivo, Un uomo in crisi. Canzoni di morte. Canzoni di vita (1973), ricalca nelle atmosfere il precedente. I momenti politici segnanti sono costituiti da Quello lì (compagno Gramsci), che racconta le vicende di Antonio Gramsci ancora studente a Torino viste con gli occhi di un suo vicino di casa, Morire di leva che descrive invece la piaga dei suicidi dei soldati nelle caserme ed Hai mai visto una città, che denuncia il disagio delle periferie.
I momenti personali, invece, sono costituiti da La guerra è finita, che descrivendo una festa di compleanno di un ragazzo critica i condizionamenti familiari e i disagi psicologici che questi possono provocare ed Un uomo in crisi, tra le altre. Musicalmente l'album vede la partecipazione di Andrea Carpi, Piero Guccini (fratello di Francesco) e Stefan Grossman alle chitarre. Il disco successivo, Canzoni di rabbia (1975), si avvale degli arrangiamenti di Ettore De Carolis, musicista "colto" e musicologo, già noto negli anni sessanta come membro del gruppo psichedelico Chetro & Co, in seguito collaboratore di Guccini, degli Alunni del Sole e di Alan Sorrenti tra gli altri.
De Carolis modifica gli arrangiamenti delle canzoni di Lolli, aggiungendo le percussioni di Giorgio Battistelli alle chitarre di Roberto Picchi e dello stesso Lolli. Dal punto di vista compositivo, le tematiche si ripetono e se Prima comunione approfondisce la critica anticlericale e Vent'anni il disagio esistenziale, è presente anche l'aspetto politico con Al milite ignoto, amara riflessione antimilitarista e Dalle capre, una delle poche canzoni che descrivono la vita nelle carceri.

L'affermazione
L'anno successivo (1976) viene pubblicato il suo album di maggior successo, quest'ultimo conseguito dal punto di vista della promozione grazie alle radio libere che stanno nascendo in tutta Italia proprio in quel periodo e dal punto di vista dei contenuti dallo stretto legame con l'attualità di allora che ha questo disco, che descrive la strage dell'Italicus e la conseguente reazione della sinistra italiana.
Il titolo del disco è Ho visto anche degli zingari felici. Esso è un lavoro particolarmente colto, come può evincersi tra le altre cose dal fatto che, come riportato nelle note di copertina, scritte dallo stesso Lolli, l'anzidetto titolo del disco (e dell'omonima canzone in esso contenuta) è la citazione di un film jugoslavo del 1967 e dal fatto che nell'ultima parte vi sono quattro strofe di tre versi ciascuna che costituiscono una libera rielaborazione dal testo di Peter Weiss Cantata del fantoccio lusitano.
Il disco nasce musicalmente dalla collaborazione di Lolli con il Collettivo Autonomo Musicisti di Bologna, composto da Adriano Pedini (ex batterista del gruppo beat psichedelico I tubi lungimiranti) alla batteria, Roberto Costa al basso, Roberto Soldati alle chitarre e Danilo Tomasetta al sax e al flauto.

Le alterne vicende discografiche
Nonostante il successo, che porta Lolli tra l'altro ad effettuare un lungo tour con gli stessi musicisti del disco, il cantautore decide di non rinnovare il contratto con la EMI Italiana e di passare alla Ultima Spiaggia, casa discografica alternativa fondata due anni prima da Nanni Ricordi. Nel settembre del 1977 esce il disco successivo, Disoccupate le strade dai sogni, anch'esso strettamente legato all'attualità, in particolar modo ai fatti di Bologna dell'11 marzo 1977 e alla morte di Francesco Lorusso.
Il disco, forse perché musicalmente più difficile, forse perché non distribuito adeguatamente (i mezzi non erano certo quelli della EMI), non riscuote il successo del precedente; Lolli ipotizza la pubblicazione di un disco dal vivo, ma la Ultima Spiaggia fallisce e il progetto viene accantonato. Il cantautore decide quindi di ritornare alla EMI e, nell'aprile 1980, viene pubblicato Extranei, disco che raccoglie canzoni non strettamente legate all'attualità e che è particolarmente interessante per gli arrangiamenti, curati da Bruno Mariani e Danilo Tomasetta (tranne la canzone Il ponte arrangiata da Roberto Costa).
Per il disco successivo, Antipatici antipodi (pubblicato nel marzo 1983), la EMI fa le cose in grande: la copertina è disegnata da Andrea Pazienza e, con una canzone in esso contenuta dal titolo Notte americana, Lolli partecipa alla trasmissione Azzurro sulla RAI, concorso di canzoni estive congegnato come una gara tra squadre di cantanti. Lolli, con altri artisti della sua casa discografica (le due capitane, Alice e Nada, Franco Battiato, Lu Colombo, Garbo, Richie Havens, Giusto Pio e Peter Tosh) fa parte della squadra "Farfalla Rosa", che si aggiudica quell'anno la vittoria nella manifestazione.
Oltre che per Notte americana, il disco è interessante per brani come L'uomo a fumetti, Villeneuve, dedicato al celebre pilota automobilistico morto da poco in quel periodo, Formula uno, su testo di Roberto Roversi e Non voglio mettermi il pigiama, su testo dello scrittore Claudio Piersanti. Per la stagione 1983-1984 allestisce con Gian Piero Alloisio lo spettacolo Dolci promesse di guerra (documentato da un bootleg ma non da dischi ufficiali), in cui i due, oltre a eseguire i loro brani più celebri, si scambiano due canzoni e interpretano insieme Come un dio americano di Lolli.
Il cantautore bolognese nel frattempo si è laureato in lettere e inizia la sua attività di professore di liceo. Ma non abbandona la musica, anzi: scrive alcune canzoni per un album tematico sul cinema, come Keaton, La fine del cinema muto, Via col vento, Ballando con una sconosciuta. Il progetto viene accantonato, tuttavia le canzoni vedono ugualmente la luce, anche se in tempi e modi diversi: Keaton viene pubblicata da Francesco Guccini nel 1987 in Signora Bovary, con alcune modifiche al testo che gli consentono di co-firmarla (anni dopo la inciderà Lolli stesso nell'album Viaggio in Italia); Ballando con una sconosciuta viene incisa sempre da Guccini nel 1990 in Quello che non...; le altre due canzoni compaiono nel nuovo disco dell'autore, Claudio Lolli, che la EMI pubblica nel 1988, insieme ad altri brani come Adriatico e Aspirine, caratterizzati da una maggiore leggerezza musicale.
Le note di questo album sono di Stefano Benni. Il disco, però, passa inosservato, al punto che molti pensano che Lolli si sia ritirato dalle scene musicali. Nel 1991 scrive il testo per la canzone Segreteria telefonica degli Stadio, contenuta nell'album Siamo tutti elefanti inventati (la musica è di Gaetano Curreri).

La seconda vita artistica
Negli anni novanta album come Nove pezzi facili (antologia con tre inediti, tre nuove versioni di vecchi brani e tre canzoni in versione originale), Intermittenze del cuore e Viaggio in Italia (prodotto da Mimmo Locasciulli) lo riportano all'attenzione del grande pubblico. Dal 1993 ricomincia a fare spettacoli col solo accompagnamento del maestro Paolo Capodacqua alla chitarra classico-elettrificata, in cui spazia nel suo vastissimo repertorio alternando i pezzi più celebri ad altri meno noti.
Nel 1997 nasce una collaborazione con Enrico Capuano. Dopo una serie di concerti in abbinata, esce con la (THM/Tyde Records), diretta dal Capuano stesso, l'album dal titolo Intermittenze del cuore. Nel 1998 riceve il Premio Piero Ciampi alla carriera importante riconoscimento alla sua attività di cantautore. Nel 1999 partecipa all'album Il ponte dei maniscalchi di Luca Bonaffini, scrivendo due brani con lui (La protesta e l'amore e Qualcosa di più) e interpretando un monologo sulle apocalissi scampate del Novecento.
Il 2000 è l'anno di Dalla parte del torto, forse uno dei dischi più significativi di questo periodo della sua carriera. Il titolo nasce da una frase di Bertolt Brecht, citata nell'interno della copertina "...dato che tutti gli altri posti erano già occupati, ci siamo seduti dalla parte del torto". L'album contiene canzoni nuove (come Nessun uomo è un uomo qualunque, una delle più belle della sua produzione, il brano che dà titolo all'album e Il mondo è fatto a scale, dal ritmo orecchiabile e dal testo ironico) e alcuni pezzi storici riarrangiati.
Tra questi ultimi è sicuramente da citare Borghesia, qui proposta insieme ai Gang, che come sostiene Lolli ai concerti viene anche completamente stravolta nel suo significato: infatti, negli ultimi due versi ("Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia / per piccina che tu sia il vento un giorno ti spazzerà via"), viene inserito tra le parole "il vento" e "ti spazzerà" un "forse" che tramuta, dopo quasi trent'anni, il senso di certezza e di possibile speranza di allora in un dubbio non lontano dalla rassegnazione del presente: "Vecchia piccola borghesia, [...] il vento un giorno... forse... ti spazzerà via".
Negli anni successivi Lolli porta avanti anche la sua attività di scrittore, sia di prosa che di poesia e di docente (ha insegnato fino alla pensione al Liceo scientifico Leonardo da Vinci di Casalecchio di Reno). A Bologna, dall'Associazione Casa dei pensieri e dall'Asppi, riceve nelle manifestazioni culturali del Comune, il Premio Oliviero Parma 2005 per i suoi testi di alta intensità poetica. Nel 2005 scrive una prefazione intitolata Gli slittamenti del giovane Elle al libro di Lauro Venturi L'educazione sentimentale del manager (Guerini, 2005), intervenendo dal vivo, insieme a Paolo Capodacqua e all'attore Ugo Dighero, all'adattamento teatrale del romanzo, andato in scena nell'autunno del 2006 all'interno del congresso sulle tematiche formative L'orto delle competenze.
Tra il 2002 e il 2007 gira l'Italia proponendo, tra i vari suoi spettacoli, una rivisitazione del suo album Ho visto anche degli zingari felici assieme alla band calabrese Il Parto delle Nuvole Pesanti[11]. Nel 2006 esce un nuovo disco di soli inediti, La scoperta dell'America; l'anno successivo partecipa alla realizzazione del secondo album di Andrea Parodi, Soldati, cantando nel brano Per non sentirsi soli.
Nel 2008 Luca Carboni lo omaggia, realizzando insieme a Riccardo Sinigallia una cover della seconda parte di Ho visto anche degli zingari felici nel suo album Musiche ribelli. La canzone ha un accompagnamento video che vede la partecipazione, oltre che degli autori, dello stesso Lolli. Il 25 aprile 2009 è uscito il nuovo album, Lovesongs, rivisitazione delle più belle canzoni d'amore del cantautore, qui accompagnato dall'ormai fedele chitarrista Paolo Capodacqua e dal sassofonista Nicola Alesini. Il 1º maggio 2010 suona al Concerto del Primo Maggio, iniziando la sua esibizione con Primo maggio di festa.
Il 25 settembre 2010 suona al Forum Sociale Antimafia del Nord, dopo la manifestazione per ricordare Peppino Impastato e l'intitolazione della biblioteca di Ponteranica. Il 19 luglio 2012 si esibisce a Brolo in un grande raduno per ricordare Paolo Borsellino, assieme a numerosi volti dello spettacolo e della canzone italiana. Il 29 agosto 2012, dopo il successo del Raduno del Sud di Brolo, ritorna in Sicilia cantando al Lido dei Ciclopi di Acitrezza, un bene confiscato alla mafia.
Nel 2012 gli viene assegnato il riconoscimento alla carriera "Amilcare Rambaldi", nel corso dell 1° Rassegna "Storica e Nuova Canzone d'Autore" di La Spezia, organizzata dall'associazione culturale musicale Aspettando Godot.
Sempre nel 2012 nasce su Facebook la pagina Claudio Lolli - la Leggenda che fornisce continui aggiornamenti sulle date concerti di Claudio Lolli, oltre che articoli, interviste, rari video e altro materiale riguardante il grande cantautore bolognese. Il 13 luglio 2013 ottiene uno strepitoso successo il Raduno Concerto Nazionale Claudio Lolli edizione 2013, realizzato a Monterotondo (Roma) grazie all'instancabile associazione culturale musicale Aspettando Godot che opera a tutela e diffusione della storica canzone d'autore italiana.
Nella quarta serata del Festival di Sanremo 2014 Riccardo Sinigallia interpreta la sua Ho visto anche degli zingari felici in coppia con Paola Turci e Marina Rei.
Il 16 aprile 2014 è tra gli ospiti di We Love Freak, un concerto in onore di Roberto "Freak" Antoni, scomparso il 12 febbraio 2014[12]; canta Angolo B, brano scritto con Dandy Bestia e Freak Antoni (contenuto in Rarities) accompagnato dagli Skiantos e condivide il palco con Eugenio Finardi, Luca Carboni, Marco Carena, i Powerillusi, Omar Pedrini, Paco D'Alcatraz, Johnson Righeira e molti altri grandi artisti della musica leggera italiana.
A marzo 2017 pubblica il nuovo album, intitolato "Il grande freddo", oggetto di un crowdfunding lanciato via web, che vince la Targa Tenco nella categoria "Miglior disco dell'anno in assoluto".
Malato da tempo, muore il 17 agosto 2018 dopo un improvviso malore.

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"Hai, mai visto una città, dove si nasce e si muore in un grande ospedale, grattacielo moderno struttura di tipo aziendale, dove la morte è un fatto statistico del tutto normale."

Questo frammento di una delle piu' belle canzoni di Lolli,rispecchia un po' la vita di questo cantautore unico del panorama Italiano.
Fu il concerto che vidi piu' attaccato ad un artista della mia vita,infatti mi sdraiai sotto il  suo sgabello nel concerto che diede nella palestra dell'ITIS di Ivrea intorno al 1974,al culmine di un suo felicissimo Tour con Clou , Il Teatro del Dio Ubriaco e gli Osiride.
Registrai  il concerto su una cassetta,che poi si smaterializzo' su qualche 500,a forza di sentirla.
Forse quello fu il periodo di massima fortuna e popolarità per Lolli,infatti le sue canzoni,specie Michelle,erano molto trasmesse dall'unica Radio Italiana e i suoi primi dischi vendevano bene.
Fu sicuramente se non il cantautore piu' interessante,politico e  umanamente cinico,che il panorama italiano abbia avuto.
Errori ne fece anche lui,come rifare un capolavoro come Ho Visto Anche gli Zingari Felici o imitare Dalla nel cantare,verso gli anni '90.Non ne aveva alcun bisogno.
Lo ricordero'  sempre come una grande voce della sinistra extraparlamentare Italiana di lotta,che il popolo ,a breve, avrebbero abbandonato per seguire sogni illusori e privati politicamente.
Della sua presunta tristezza non parlero',perchè secondo  me fu inesistente,umanamente parlando.
Un grande Ciao o meglio,un Arrivederci.

Danilo Jans
Critico Artistico non Allineato


CLAUDIO LOLLI DEAD AT 68

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LIVE IN ITALY

1975 : TANGERINE DREAM + BONUS AUDIO CONCERT ROYAL ALBERT HALL LONDON 1976


Tangerine Dream è un gruppo musicale tedesco fondato nel 1967 da Edgar Froese e considerato tra i principali esponenti del krautrock nonché ispiratore della successiva musica elettronica. Ha una ampia discografia, sia in studio che dal vivo, ma è anche noto per la composizione di colonne sonore.

Storia
Gli esordi come "Ones" (1965-1967)
Nel 1965, il chitarrista autodidatta Edgar Froese fondò a Berlino ovest gli Ones, una cover band che risentiva l'influenza del rock psichedelico del periodo e della musica pop inglese e statunitense. Il gruppo comprendeva, oltre allo stesso Froese, anche Mick Auerbach, Charly Prince, Will Stegen e Detlef Stegen. Dopo aver incontrato Salvador Dalí nel 1966, Froese si interessò all'arte contemporanea iniziando un'attività di pittore parallelamente a quella di musicista e in questi anni terminò gli studi di scultura e disegno, mentre la formazione degli Ones cambiava i propri membri. Sebbene la musica del gruppo rimanesse fruibile, virò maggiormente verso il rock psichedelico americano in seguito all'arrivo del batterista Lanse Hapshash e il bassista Kurt Herkenberg; a completare la formazione vi erano il cantante Charly Prince e Volker Hombach alle percussioni e al flauto con Froese alla chitarra elettrica. Durante le esibizioni dal vivo il loro stile mutava in quanto basato sull'improvvisazione tipica di gruppi psichedelici quali Blue Cheer e Grateful Dead. La loro prima pubblicazione, il 45 giri Music For Hippies pubblicato nel 1967 e stampato dall'etichetta Star-Club Records (una succursale della Phonogram), includeva i due brani Lady Greengrass e Love Of Mine; la prima presentava le due parole "Tangerine Dream", presenti nel disco Sgt. Pepper's dei Beatles. A partire dal 1967 il gruppo godette di una discreta notorietà che li portò ad esibirso in club d'avanguardia di città estere quali Amburgo e Parigi, ed entrarono in contatto con Salvador Dalí[9] partecipando ad alcune delle sue feste artistiche tenute a Port Ligat. Per lo stesso artista spagnolo il gruppo prestò l'immagine all'interno di un documentario televisivo francese sul surrealismo.
Tuttavia gli Ones non riuscivano a tenere il passo di altre formazioni tedesche considerate più valide sotto il profilo artistico come gli Ambition of Music (futuri Annexus Quam) che realizzavano dal vivo improvvisazioni molto apprezzate dal pubblico, o i Floh De Cologne che si avvicinavano ai gusti della controcultura studentesca, o gli Irene Schweizer Trio e gli Schoof, autori di un free jazz di matrice tedesca che resero noto nei paesi mitteleuropei e in Italia, o i primi Limbus, autori di una musica cacofonica di gusto orientale che eseguivano presso i più importanti centri del paese, mentre gli Xhol erano autori di una singolare musica "elettrica" ispirata alla musica nera.
Nel frattempo giunsero nei negozi di dischi di Berlino album più sperimentali della musica rock del periodo come quelli dei Mothers of Invention di Frank Zappa, gli United States of America di Joe Byrd, i Soft Machine con Kevin Ayers, e i Byrds con Fifth Dimension; per la prima volta i musicisti rock tedeschi si accorsero che la musica elettronica colta, in quegli anni suonata nella città di Colonia da compositori quali Karlheinz Stockhausen, ispirava le formazioni di fama internazionale del periodo. Ciò che però mancava ai musicisti tedeschi erano studi di registrazione che possedessero strumentazione adeguata.
In seguito comunque alla crescente popolarità di quei gruppi, Froese decise di seguire la strada da loro indicata sciogliendo il gruppo e fondando nel 1967 una nuova formazione, i Tangerine Dream.

Formazione ed esordio dei Tangerine Dream (1968-1970)
La prima formazione del gruppo fu nei primi anni mutevole e - fra il 1968 e il 1969 - almeno sette membri vennero sostituiti e sebbene qualcuno abbia paragonato la loro musica a quella degli inglesi Hapshash & The Coloured Coat, essa venne considerata "acerba"[senza fonte]. Fra le prime esperienze del gruppo vi è un concerto di musica rock improvvisata dalla durato sei ore tenuto allo Zodiak Club di Berlino e nel quale fra i musicisti presenti, oltre a Froese, vi erano l'inglese Malcom Hines, l'olandese Philip van de Gros e lo svedese Sven Ake Johannson; dopo un breve periodo Froese sciolse il gruppo e lo rifondò con nuovi membri per partecipare all’Essen Festival del 1968 (le 5 giornate internazionali della canzone). Qui vennero notati durante l'esibizione dal produttore Hans Ulrich Wegel, uno dei proprietari delle etichette Hansa Records e Basf, che propose un contratto al gruppo. All'epoca Weigel lavorava con gli Amon Düül mentre la Metronome Musik GmbH pubblicava il loro album Collapsing Singvogel, al quale il produttore stava partecipando in fase di registrazione; tuttavia la stessa Metronome programmava la costituzione di un'etichetta parallela per raggruppare i nuovi artisti della scena rock sperimentale tedesca al fine di differenziare le produzioni; poco dopo anche la Basf avrebbe fatto lo stesso e sarebbero emerse due nuove case discografiche collegate tra di esse, la OHR per le produzioni di musica rock contaminata dall'elettronica, e la PILZ per il folk sperimentale ed il rock di protesta. Weigel presentò inoltre il critico e giornalista musicale Rolf-Ulrich Kaiser (l'inventore del termine musica cosmica) a Froese al quale suggerì di rintracciare i membri della vecchia formazione; alcuni di questi vennero ripresi per formare un nuovo assetto del gruppo che durò fino al 1969. Sempre il giornalista in seguito invitò Froese a trovare nuovi componenti suggerendogli di fondare un trio di sperimentatori mentre Weigel si poneva l'obbiettivo di lanciare il gruppo; Froese infine spedì alla Ohr Records un nastro contenente due demo (registrate con il fondatore dei Kluster, Conrad Schnitzler e il flautista Steve Joliffe) e, successivamente, firmò un contratto con l'etichetta. Mentre il produttore finanziava il tecnico del suono Klaus Freudigmann dello studio Mixed Media, problemi economici impedivano alla formazione di possedere un sintetizzatore.
Iniziarono a registrare l'album d'esrdio, Electronic Meditation, le cui sessioni iniziarono a novembre 1969 con una formazione che includeva oltre a Froese anche l'esordiente Klaus Schulze (batteria), più l'ingegnere edile ed artista ventinovenne Conrad Schnitzler (chitarra elettrica e violoncello). Sebbene non sapesse propriamente suonare nessuno strumento, fu quest'ultimo il musicista che influì sulle scelte stilistiche della formazione, adesso divenuta autrice di un rock improvvisato che risentiva l'influenza di gruppi musicali quali Pink Floyd, Quicksilver Messenger Service e Up the Khyber. La musica risultante veniva quindi registrata in nastri magnetici successivamente manipolati, mentre i suoni venivano fatti passare attraverso modulatori di frequenza e ad anello. Un altro strumento elettronico adoperato nell'album include un sintetizzatore costruito da Schnitzler stesso che soleva "sommatore di frequenze". L'album fu la quinta uscita discografica della OHR Records e venne pubblicato a marzo 1970.
Definito «una sorta di spettacolo alla Jimi Hendrix in versione elettro-lisergico-tronica», l'album inizia con Genesis, un brano mellifluo per generatori di frequenza, violoncelli e suoni elettro-acustici simili agli esperimenti di Stockhausen, mano a mano che il pezzo prende forma, emerge un ritmo che fa da ponte al secondo brano Journey through a burning Brain, dove i suoni aggressivi delle chitarre di Froese accompagnano un organo elettrico che rievoca le sonorità di A Saucerful of Secrets dei Pink Floyd, mentre i suoni vengono trattati da Schnitzler. Le sonorità anarchiche del brano sono seguite da un organo che rievoca atmosfere rassicuranti, mentre il ritmo sostenuto del brano definisce il suo stile acid rock. L'unica traccia che risente l'influenza della musica psichedelica e underground inglese (di gruppi quali i Deviants) è Ashes to Ashes, dove suonarono anche il tastierista Jimmy Jackson e il flautista Thomas Keyserling (che però non sono segnalati nei crediti del disco). Cold Smoke è ispirato al "freak rock" di quegli anni. Considerato da alcuni un concept album eccessivamente "inflazionato", Electronic Meditations viene citato fra le pietre miliari del krautrock e rimane generalmente più apprezzato da coloro che seguono il rock psichedelico degli anni sessanta piuttosto che dagli ascoltatori di musica elettronica. Nonostante l'atonalità della musica, Electronic Meditations riscosse abbastanza successo (anche presso un pubblico giovane) da venire ristampato una seconda volta durante l'anno seguente. L'interno della copertina presentava i disegni e le note che vengono in aiuto per la comprensione del materiale inciso nel supporto di vinile.
A partire dalla successiva pubblicazione la musica della formazione cambierà in modo decisivo, anche per aggiornarsi con i tempi che vedevano ormai la psichedelia come soppiantata da nuovi stili e mode musicali.

La musica cosmica (1970-1972)
Dopo la pubblicazione del primo album, Klaus Schulze e Conrad Schnitzler abbandonarono la formazione,il primo per fondare gli Ash Ra Tempel con Manuel Göttsching, mentre il secondo proseguì la sua attività con i Kluster per un breve periodo prima di iniziare un'attività da solista; rimasto solo, Froese mise su una nuova formazione richiamando l'ex membro e tastierista Steve Schroyder e il batterista Christopher Franke, ex membro degli Agitation Free che entrò nel gruppo perché interessato alle sue sonorità sperimentali e reputato da Froese un batterista tecnicamente molto valido il quale aveva già suonato dal vivo in televisione e aveva già registrato del free jazz che però non era mai stato accettato da alcuna casa discografica pur essendo considerato molto valido. Di famiglia benestante, egli aveva la possibilità, sebbene continuasse a studiare musica classica, di crearsi uno studio privato casalingo per sperimentare con l'elettronica; era soprattutto incentrato ad adoperare i sintetizzatori e i sequencer per la creazione di linee portanti di percussioni e bassi sintetico-elettronici; possedeva inoltre un sintetizzatore personale, un EMS VCS3 di fabbricazione inglese, e si stava lentamente distaccando dal jazz nonché dal suo strumento, la batteria acustica, che studiava ormai da anni. Rolf-Ulrich Kaiser si stava intanto rendendo conto che, a differenza dell'Europa, negli Stati Uniti il rock progressivo non godeva lo stesso successo di critica e pubblico e inoltre stavano emergendo nuove formazioni prettamente strumentali ispirate alla musica elettronica popolare americana, quali i Beaver & Krause, Lothar and the Hand People, Fifty Foot Hose e i Silver Apples. Fra queste formazioni vi era la band di New York TONTO's Expanding Head Band, che firmò un contratto con la Atlantic Records e autori di una musica cosmica che definivano "musica per meditazione"; vi erano anche i Mother Mallard's, un trio di improvvisatori che adoperavano solamente sequencer e sintetizzatori esibendosi nei teatri di New York e in molte università degli Stati Uniti; sebbene si possa definire "spaziale", il gruppo si definiva "seguace" di musicisti sperimentali quali John Cage e Terry Riley. Contemporaneamente all'uscita di Electronic Meditation emergevano anche i Limbus 3, che pubblicarono New Atlantis - Cosmic Music Experience, un disco ispirato al jazz di Sun Ra; fu grazie al titolo di questo album che Kaiser si ispirò per coniare il termine "musica cosmica".
Rolf-Ulrich Kaiser propose al trio di realizzare un concept album ispirato allo spazio e questo portò alla realizzazione di Alpha Centauri, il quale segnò una completa ridefinizione del loro stile che, a causa della presenza di Franke, si venne a basare quasi completamente sulle sonorità dell'elettronica. Sostenendo che per la realizzazione del nuovo album il gruppo avrebbe dovuto improvvisare parecchio avendo pochissimo materiale già pronto, Froese chiese il sostegno ad altri musicisti per rendere più facile e veloce la registrazione; come conseguenza di ciò si decise di aggiungere fra i partecipanti il flautista Udo Dennebourg e il tastierista Roland Paulick, un amico personale di Froese. Registrato a Colonia a gennaio 1971 nello studio di Dieter Derks - uno dei più forniti di tutta la Germania per le registrazioni di musica rock - e pubblicato a marzo dello stesso anno, il nuovo album presentava, a differenza del precedente, pochissimi interventi acustici e vede predominare i suoni dell'organo trattato elettronicamente da Froese e Schroder più quelli dei due sintetizzatori VCS3, entrambi manipolati da Paulick e Franke. La copertina è un dipinto espressionista realizzato dallo stesso Froese mentre la grafica dell'interno è curata da sua moglie Monique, divenuta a partire da questo album curatrice grafica e fotografa ufficiale del gruppo. Sebbene abbia venduto meno copie rispetto ad Electronic Meditation, Alpha Centauri venne apprezzato dal pubblico mentre la Ohr spinse affinché il gruppo seguisse la stessa direzione sperimentale degli eordi.
In seguito ad alcune incomprensioni interne, Schroeder abbandonò la formazione verso la fine del 1971 e venne sostituito dal pianista di formazione classica Peter Baumann,[8][9] un amico di Franke che in quegli anni era attivo nella sconosciuta formazione berlinese degli Ants. Il collettivo composto da Froese, Franke e Baumann, divenne quello che li portò a ottenere successo internazionale.
La registrazione del doppio LP Zeit, avvenuta nuovamente nello studio di Derks, iniziò maggio 1972 e, grazie agli incassi ottenuti dai primi due album, la formazione ebbe modo di chiedere l'intervento di un quartetto di violoncelli. Fra gli altri partecipanti alle sessioni dell'album vi furono Florian Fricke, il leader dei Popol Vuh che qui usò un sintetizzatore Moog acquistato da poco per la realizzazione di Affenstude (1970). Per le realizzazione del disco, Franke abbandonò definitivamente le percussioni per concentrarsi sull'organo e il sintetizzatore VCS3, mentre Froese adoperò un noise generator e suonò la chitarra elettrica manipolandone i suoni per creare nuove sonorità e Baumann, anch'egli al VCS3 e all'organo elettrico, interveniva occasionalmente suonando un vibrafono. L'album presenta quattro lunghissimi brani - uno per facciata dei due dischi - che ricordano i "continuum" di Ligeti ed il minimalismo di La Monte Young, sebbene tutta la musica di Zeit sembra rievocare una «galassia mistica, tenebrosa, intima, melliflua, e gassosa, dove tutto si muove molto lentamente». Sebbene giudicato dal pubblico difficile fruizione, l'album ebbe ottimi riscontri di vendita e ricevette il plauso dei critici che lo considerarono il primo capolavoro del gruppo; fra essi Hervé Picard ne parlò favorevolmente in alcune riviste parigine e dichiarò riferendosi alla musica:
« Estremamente intellettuale, una creazione pura di suoni senza alcuna evocazione di ricerca e ritmica già ascoltata prima »
Grazie ai giudizi di Picard, i Tangerine Dream vennero invitati a partecipare al festival francese nell'edizione 1973 al Teatro dell'Ouest di Parigi assieme ad altri gruppi tedeschi come i Kraftwerk e gli Ash Ra Tempel. Le riviste musicali tedesche dedicarono in seguito all'album molte pagine ed interviste, mentre numerosi altri musicisti si ispirarono alla musica d'atmosfera dell'album (come lo stesso Klaus Schulze che, ispirandosi a Zeit, realizzò il suo esordio Irrlicht. Il 45 giri Ultima Thule Teil 1/2, pubblicato dalla OHR, include due brevi brani inediti realizzati durante le sessioni di Zeit che riprendono, seppur in minima parte, il rock sperimentale di Electronic Meditation.
Divenuti nuovamente un trio durante l'estate del 1972, Froese, Franke e Baumann ritornarono nello studio di Colonia per registrare il quarto album Atem, il risultato di un missaggio del materiale inedito registrato su nastro magnetico fra il mese di dicembre 1972 e gennaio 1973. Spesso considerato di qualità inferiore rispetto al precedente Zeit, Atem fu il primo album della formazione a essere venduto anche in Gran Bretagna anche grazie al contributo del disc jockey John Peel, che ne trasmise alcuni spezzoni durante i suoi programmi radiofonici. Come i precedenti, anche questo presenta delle novità come l'improvvisazione vocale di Wahn, che omaggia John Cage, e l'insolitamente melodica Fauni Gena.
Il sodalizio con la Ohr si concluse con la produzione di Atem nel 1973, considerato da molti il lavoro migliore, poiché - benché ancora caratterizzato da un sound estremamente "cosmico" - comincia a incorporare gli elementi che caratterizzeranno il sound della band negli anni a venire. Sempre in Atem il gruppo utilizzò per la prima volta il Mellotron, strumento che diverrà tra i più utilizzati negli album successivi.

Contratto con la Virgin (1972-1985)
Atem fu nominato "album dell'anno" nel 1973 dal dj radiofonico John Peel, e questo aiutò il gruppo a firmare con la Virgin Records nello stesso anno. Il primo album con la nuova etichetta, Phaedra (1974), riscosse un inaspettato successo raggiungendo la 15ª posizione nella classifica britannica. Il sound, rispetto ai precedenti lavori, era di stampo del tutto elettronico, ma meno sperimentale benché in parte ancora legato alla corrente cosmica. Phaedra fu uno dei primi album in cui venne usato il sequencer ed una delle prime composizioni non sperimentali eseguite quasi interamente con sintetizzatori moog modular. La title-track divenne famosa in quanto aveva la particolarità di essere quasi interamente improvvisata: si trattava, infatti, di un brano registrato mentre la band stava provando in studio un sintetizzatore appena acquistato. Phaedra fu seguito da Rubycon (1975), un lavoro composto con uno stile simile, ma dal carattere meno commerciale. L'album, diviso in due lunghe sezioni, non ripeté lo stesso successo del predecessore ma fece segnare la miglior posizione in classifica per il gruppo, con il 12º posto. Nello stesso anno uscì Ricochet, disco live composto da un mix di varie performance eseguite durante il tour di promozione di Rubycon. Nel 1976 vide la luce Stratosfear, lavoro che dirottò le sonorità della band verso uno stile più accessibile. Nello stesso anno il gruppo compose la colonna sonora per il film Il salario della paura e registrò il secondo album dal vivo, Encore. Questo fu l'ultimo lavoro con contributo di Peter Baumann, che lasciò il gruppo nel 1978.

Phaedra, Rubycon e Ricochet (1972-1975)
A causa delle irruzioni di Rolf-Ulrich Kaiser che avvenivano durante la fase di missaggio dell'album,[senza fonte][non è chiaro] e della non autorizzata cessione dei diritti di stampa dell'album alla Polygram da parte della OHR - cosa che avrebbe arrecato un danno economico agli autori - il trio decise di rompere l'accordo con l'etichetta. Nel frattempo Baumann fece un viaggio in Nepal lasciando soli Froese e Franke che registrarono nello studio Skyline di Berlino il materiale di un nuovo disco - una suite intitolata Green Desert e altri tre brani più brevi ispirati al rock cosmico dei primi Pink Floyd - che rimase inedito fino al 1986.
Alla fine del 1973 Froese si recò in Inghilterra dove entrò in contratto con Richard Branson, fondatore del Manor Studio e della Virgin Records. Essendo stato registrato a Berlino, Branson rifiutò di pubblicare l'album Green Desert, ma accettò l'idea di mettere sotto contratto il trio permettendo loro di rinnovarlo ogni cinque anni; il nuovo produttore richiese inoltre al gruppo di realizzare e pubblicare un nuovo album entro la fine del 1974 e grazie alla sempre più influente etichetta inglese, il gruppo godette da questo momento il periodo di maggiore popolarità e successo. I dischi della formazione, che verranno venduti in gran parte del mondo, li resero oggetto di culto.
Il Manor Studio, un'antica villa patrizia situata a breve distanza da Londra e convertita da Branson in uno studio di registrazione dotato di moderne tecnologie, era fornito di registratori a 4/8/16 piste, mixer a 20 canali, equalizzatori con sistema Dolby noise reduction, un monitor quadrifonico per le realizzazioni in quadrifonia, una sala di controllo dotata di numerosissimi effetti elettronici e una stanza di registrazione per quaranta musicisti; inoltre lo studio rendeva sempre disponibili ingegneri del suono, cantanti e turnisti, una stanza di produzione con roadies oltre a un vasto parco; qui venne realizzato il nuovo album Phaedra.
Registrato a dicembre 1973, per la realizzazione dell'album sono stati adoperati, oltre a strumenti musicali quali chitarra, basso, organo, e flauto, apparecchiature elettroniche quali un Mellotron, un piano elettrico, un sintetizzatore modulare Moog suonati rispettivamente da Froese, Baumann e Franke, nonché i sintetizzatori VCS3, già adoperati nelle opere precedenti. In seguito a un'idea di Franke, il gruppo decise per la prima volta di utilizzare in maniera massiccia i sequencer abbinati ai sintetizzatori per la creazione di linee di basso. Sebbene non sia stata citata nei crediti dell'album, Monique, la moglie di Edgar, era presente durante le sessioni dell'album per le fotografie e, come lei ricordò durante un'intervista a Mark Pendergast nel 1994, «si alternava di continuo al movimento delle levette dei phaser elettronici durante la seconda fase del missaggio di Phaedra.». Oltre a essere considerevolmente più accessibile dei dischi precedenti, il disco presenta sonorità che rievocano il movimento acquatico degli oceani, ma rimane ancorato, secondo il parere di molti, alla musica space rock.
Venne pubblicato il 20 febbraio del 1974 e la Virgin lo rese noto attraverso una vasta campagna pubblicitaria.L'album ricevette ottimi riscontri di vendita e si piazzò al nono posto della classifica dei venti album più venduti in Inghilterra rimanendovi per quindici settimane. In seguito a questo successo, la Virgin decise di vendere e promuovere il disco in tutte le nazioni che presentavano un mercato discografico ufficiale (Germania Ovest, Italia, Francia, Stati Uniti, Giappone e molte altre). Così come avvenne in Inghilterra, godette un grande successo internazionale anche nelle altre nazioni, dove ricevette l'attenzione da parte dei giovani più quella di un pubblico non abituato ad ascoltare musica elettronica. La pubblicazione ricevette il plauso da parte del giornalismo musicale, e l'inglese Karl Dallas mandò in onda, durante il mese di aprile dello stesso anno, una sua nota intervista radiofonica alla band. Gli appassionati del disco includono, fra gli altri, l'attore Keith Mitchell, che decise di scritturarli per farli suonare dal vivo la colonna sonora del suo spettacolo Oedipus Tyrannus, che stava realizzando in quel periodo nel teatro londinese di Chichester. La formazione accettò l'ingaggio e ripropose nuovamente una musica improvvisata dalle sonorità cosmiche. Durante il mese di giugno e presso la televisione BBC tennero un concerto, registrato in diretta, riproponendo quanto già suonato per Keith Michell in Oedipus Tyrannus.
In seguito all'uscita del disco tennero altri concerti che fecero solitamente il tutto esaurito. Le tappe includevano il Victoria Palace Theatre di Londra, l'Auditorium cittadino di Sheffield, e altre venti date. Un altro concerto, tenuto nella cattedrale di Reims, in Francia, durante il 13 dicembre del 1974, vide una collaborazione fra il trio e Nico, l'ex cantante e fotomodella dei Velvet Underground.L'evento vide la partecipazione di 6000 persone che, durante l'esibizione, tennero un comportamento poco consono al luogo in cui si stava eseguendo la musica; ciò portò il Papa Paolo VI a vietare d'ora in avanti qualunque esibizione di musica popolare in tutte le chiese cristiane. La musica tratta dall'evento venne ripresa da un tecnico del suono locale e pubblicata in formato compact disc non ufficiale nel 1992.
Per sfruttare il successo iniziato con Phaedra, la formazione mantenne lo stesso stile di musica elettronica d'avanguardia e investì denaro in nuove apparecchiature quali sequencer e sintetizzatori ARP 2600. A gennaio 1975 la formazione iniziò le sessioni del nuovo album, Rubycon che fu caratterizzato dalla presenza di melodie astratte e sonorità drammatiche, e richiese, per la sua realizzazione, dodici ore di registrazione per un risultato finale di 35 minuti di musica; le due suite che compongono l'album (una per facciata) sono intitolate semplicemente Part One e Part Two; la prima venne arrangiata con un sequencer, che rende ritmica e frenetica la musica, la seconda inizia invece con un omaggio a Ligeti (il brano ricorda la sua composizione più nota: Lux Æterna) e prosegue con un riferimento di Baumann a John Cage per pianoforte preparato. A differenza di quella di Zeit, la musica di Rubycon appare meno omogenea, ma mantiene una certa serietà e drammaticità. Pubblicato a marzo 1975, il disco rimase nelle classifiche inglesi per quattordici settimane e raggiunse dopo poco tempo il dodicesimo posto. Questo successo confermò l'opinione del pubblico che il gruppo fosse migliorato. In seguito alla sua pubblicazione apparve, per la prima volta in Italia, un estratto dell'album nella classifica radiofonica delle nuove uscite discografiche della primavera 1975.
Grazie al successo dei due ultimi album, il gruppo decise di espandere ulteriormente la strumentazione elettronica in vista di un nuovo tour promozionale mondiale dell'ultimo album; fra le apparecchiature acquistate vi erano sintetizzatori della Electronic Music Studios (EMS) di Peter Zinovieff come il Portabella EMS Synthi-A, versione portatile a valigetta del VCS3, dei nuovi organi elettrici di fabbricazione italiana (Farfisa), delle tastiere elettroniche sempre di fabbricazione italiana (Elka), Minimoog, altre apparecchiature modulari sempre di costruzione Moog e molte altre. Durante le tappe australiane del tour - che vide per tutta la sua durata i membri del gruppo completamente circondati da sequencer, batterie elettroniche ed enormi sintetizzatori - Peter Baumann venne momentaneamente sostituito dal musicista elettronico Michael Hoenig, già tastierista degli Agitation Free ed ex collega di Chris Franke. Ricomposta la formazione, la serie di concerti continuò in Europa dove suonarono alla Royal Albert Hall di Londra il 2 aprile come esordio del tour inglese; in agosto furono in Francia dove suonarono in aree storiche quali anfiteatri romani ed edifici gotici, a settembre fecero un'apparizione speciale alla festa di piazza Fete de l'Humanité a Parigi sponsorizzata dal partito comunista francese e altre; verso la fine dell'anno suonarono ancora a Liverpool e di seguito a New York dove il regista Tony Palmer filmò un concerto. Durante le date del tour, Branson mise a disposizione del gruppo il tecnico del suono Chris Blake che ne registrò la musica con l'intento di ottenere un nuovo album che prese il nome di Ricochet, pubblicato alla fine del 1975 e risultato di un procedimento di tecniche di ingegneria del suono operate da Mick Glossop; questo primo album dal vivo viene considerato fra i più memorabili della formazione; composto da due lunghe suite, Ricochet è caratterizzato dagli arpeggi di un sintetizzatore che creano "rimbalzi sussultori", mentre la musica è più veloce e dinamica rispetto a quella del passato; la seconda parte alterna un iniziale passaggio per pianoforte ad un altro centrale più meditativo che presenta due "blocchi" di ritmi sintetici. Sebbene privo di ritmi, l'album anticipa le sonorità della musica techno.[senza fonte] Sebbene alcuni critici lo hanno definito una brutta imitazione di A Rainbow in Curved Air di Terry Riley, Ricochet ebbe ottimi riscontri di vendita.

Sorcerer, Stratosfear e la separazione di Baumann dal gruppo (1975-1985)
Esausti dopo un anno di concerti, il gruppo si ritirò a Berlino per lavorare più tranquillamente al nuovo disco. Il regista William Friedkin li ingaggiò per comporre la colonna sonora del suo nuovo film Il salario della paura che portò alla realizzazione dell'album Sorcerer Emersero tuttavia alcuni problemi contrattuali fra la Virgin, inglese, e la casa di produzione del film, americana e con rapporti con la MCA Records; la Virgin decise di concedere al gruppo la possibilità di registrare musica per quell'altra casa discografica, in cambio della licenza a utilizzare eventualmente del materiale tratto dalla colonna sonora di Sorcerer in compilation e raccolte varie. La colonna sonora tenne impegnata la formazione nella primavera e nell'estate del 1976 e venne pubblicata nel 1977; l'opera risulta essere un lavoro decisamente più acustico dei precedenti e più lontano dalle sonorità elettroniche dei concerti tenuti poco tempo prima. Quasi contemporaneamente venne pubblicato il nuovo album Stratosfear, nell'ottobre 1976, primo album della formazione a essere completamente registrato per la Virgin a Berlino presso l'Audio Studio di Ottmar Bergler). La scelta di non registrare più musica in Inghilterra derivava dal fatto che il trasporto delle loro attrezzature aveva ormai un costo proibitivo e il set-up elettronico doveva poter essere a disposizione continuamente visto che da quel momento la band sembrava indirizzata a comporre nel vero senso della parola i vari brani. Molto più melodico e schematico, meno basato sull'improvvisazione e meno improntato sull'elettronica rispetto ai precedenti, Stratosfear risulta inoltre un disco di maggiore fruibilità, cosa che deluse le aspettative di alcuni fan. Con il disco vennero pubblicati anche due singoli, includenti una versione con missaggio differente della title track, che entrò nella classifica americana di Billboard e nella Top 40 dei singoli inglesi. Nel mentre uscì anche il film di Friedkin che si rivelò un insuccesso ma nonostante ciò, la sua colonna sonora ebbe abbastanza successo commerciale da entrare nella Top 40 inglese. In seguito all'esigenza di Froese e Franke di sperimentare nuovi stili e maturata in seguito alla pubblicazione di Stratosfer, i rapporti con Peter Baumann si incrinarono al punto che lascerà la formazione dopo una stagione di concerti. Il suo abbandono fu seguito da un album di transizione, Cyclone (1978), dove Froese e Franke chiamarono a collaborare Steve Joliffe, membro del gruppo tedesco Steamhammer. L'influenza di quest'ultimo caratterizzò l'intero lavoro, e portò alla band un'autentica novità: l'utilizzo della voce (che si ripeterà in poche altre occasioni). Nel 1980 Johannes Schmoelling si unì alla band, che tornò ad una formazione-trio dopo l'abbandono di Baumann. Il primo lavoro di Schmoeling con la band fu Tangram (1980), che ricalcava, sia nelle sonorità che nella struttura, i lavori di metà anni settanta. Vi furono poi un'esibizione dal vivo presso il Palazzo della Repubblica di Berlino Est pubblicata nell'album Quichotte 1980 e poi nel 1981 una colonna sonora Thief e l'album Exit, prima vera e propria distacco dalle strutture musicali dei lavori precedenti. White Eagle, uscito nel 1982, fu un ulteriore passo verso il nuovo stile che ha caratterizzò il gruppo dalla seconda metà degli anni ottanta in poi. Dopo il live Logos, dello stesso anno, arrivò il penultimo album composto per la Virgin, intitolato Hyperborea, una sorta di somma degli stili dei lavori precedenti dove la lunga suite finale ricalca i lavori di metà anni settanta, mentre gli altri brani sono caratterizzati da uno stile più simile ai nuovi dischi, con inserti anche di musica etnica.
Del 1984 è l'album colonna sonora per il film Risky Business; due brani risultano degli estratti da Force Majeure, per il resto provengono dalle registrazioni di Thief. L'ultimo album registrato per la Virgin Records fu Heartbreakers, del 1985 e anche questa una colonna sonora i cui diritti discografici vennero ceduti in licenza alla Silva Records per l'edizione in Compact Disc.
Dopo la dipartita di Baumann lo stile del gruppo ha subito una virata sempre più accentuata verso un sound più commerciale; l'arrivo di Johannes Schmoelling ha contribuito ulteriormente a rendere i Tangerine Dream una band new age a tutti gli effetti. Hyperborea resta l'ultimo lavoro con tratti di stile influenzati dalle sperimentazioni cosmiche. Un'ulteriore differenza tra i primi tempi e gli anni ottanta consiste nella tecnologia: a partire da Force Majeure, infatti, il gruppo, come molti altri pionieri della musica elettronica come Jean-Michel Jarre e Vangelis, adottò la tecnologia digitale: in questo modo, il loro sound non fu più innovativo e inedito come in precedenza, ma più comune in quanto eseguito con strumentazioni alla portata di tutti.


1975 : TANGERINE DREAM + BONUS AUDIO CONCERT ROYAL ALBERT HALL LONDON 1976

Tangerine Dream 
June 7 1976 
Royal Albert Hall London, UK 

Edgar Froese 
Chris Franke 
Peter Baumann 

Disc 1: 
101 Part One (40'41) 
Disc 2: 
201 Part Two (39'44) 
202 Encore (12'49) 


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POPOL VUH MEGAPOST
1975 : ASH RA TEMPEL / FREAK 'N' ROLL
FAUST MEGAPOST : INTERVENTI DI BAIATA,INSOLERA e CILIA + BONUS
L'INFERNO COMICO DEI FAUST Di Manuel Insolera  
MEGAPOST CAN : INTERVENTI DI INSOLERA,PERINI,MORICONI,BAIATA,GILL,DELLAR e GREGORI + BONUS AUDIO CONCERT FUNKHAUS COLOGNE 24 JUNE 1972
BRAINTICKET : UN BIGLIETTO PER IL CERVELLO Di Enzo Caffarelli
AMON DUUL : LE DINASTIE DI GHIACCIO Di Maurizio Baiata
THIRD EAR BAND : L'APPRENDISTA E LO STREGONE Di Maurizio Baiata
VAN DER GRAAF GENERATOR : LACRIME SUL PASSATO Di Manuel Insolera
AKTUALA : IL CANTICO DELLA JUNGLA e VIAGGIO NEL MAROCCO Di Marco Ferranti e Enzo Caffarelli
HENRY COW - L'IMMAGINAZIONE SENZA FILI Di Riccardo Bertoncelli
HENRY COW / INTERVISTA : FINE DELLA TRILOGIA Di Giorgio Rivieccio 
BRIAN ENO 1975 : STRATEGIA OBLIQUA Di Riccardo Bertoncelli
L'AVVENIRE DELLA MUSICA Di John Cage
ESCLUSIVO / TERRY RILEY : L'IMMENSITA' CELESTE Di Manuel Insolera e Maria Laura Giulietti 
ROMA 1967 : LE STELLE DI MARIO SCHIFANO Di Alberto Piccinini 
TRA IL NULLA E L'ETERNITA'...LA MAHAVISHNU ORCHESTRA SI E' SCIOLTA Di Enzo Caffarelli
AREA : DALL'"AREA" DEL FREE JAZZ Di ENZO CAFFARELLI
CAPTAIN BEEFHEART : LA MONTAGNA (NON E' PIU') SACRA Di Trashman e Giancarlo Messora 
LA STRANA STRADA DEI SOFT MACHINE / INTERVISTA ESCLUSIVA
ERIK SATIE : LA MUSICA DELL'IMPOSSIBILE Di Carmine Pescatore
MUSICA INDUSTRIALE : RICAVARE PIACERE DALLA SOFFERENZA ALTRUI Di Andrea Venanzoni 

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