venerdì 16 giugno 2017

(in lavorazione) POPOL VUH MEGAPOST


Popol Vuh

I Popol Vuh sono stati un gruppo tedesco che univa Kosmische musik e proto-new age, fondato da Florian Fricke nel 1969 insieme con Holger Trulzsch (percussioni) e Frank Fiedler (strumenti elettronici). Altri importanti componenti dei due decenni successivi furono Daniel Fichelscher e Bob Eliscu.
La band prese questo nome in omaggio al Popol Vuh, il "libro della comunità", antico testo della tradizione dei Quiché, popolo di etnia Maya stanziato nelle zone del Guatemala che raccoglie leggende sulla creazione del mondo, tradizione spirituale di questa popolazione, riporta una credenza Quiché, secondo cui particolari suoni possono garantire armonia ed equilibrio alla mente

Biografia
Il gruppo cominciò suonando uno stile di musica elettronica che anticipava l'ambient di Brian Eno e Robert Fripp, come risulta chiaro dal primo disco, considerato buono ma "acerbo" Affenstunde, ispirato da tematiche spirituali e caratterizzato dall'utilizzo degli allora nuovi sintetizzatori Moog. I Popol Vuh furono i primi interpreti del Krautrock ad adottare tale strumento.
Lo stile "elettronico" continuò solo nel disco successivo, In den Gärten Pharaos, ben più ambizioso del disco d'esordio, grazie all'esplorazione delle atmosfere "ambient" e all'introduzione di strumenti acustici, tra cui la tambura indiana. L'aspetto mistico fu ulteriormente sviluppato ed uno dei brani venne registrato nella cattedrale di Bamberg (in Baviera), il cui organo a canne fu energicamente suonato da Fricke. La dissonanza tra i sintetizzatori e gli altri strumenti, nonché la singolarità con cui si alternano, spinsero alcuni a considerarla una delle loro prove migliori.
Dopo queste due uscite, Fricke abbandonò quasi completamente l'utilizzo di strumenti elettronici, in favore di composizioni dominate dal pianoforte e da strumenti acustici, svolta dovuta al fatto che la musica elettronica non poteva esprimere, a detta del gruppo, il potenziale e la purezza spirituale racchiusa nei suoi nuovi progetti.
Il terzo disco, Hosianna Mantra, da molti considerato uno dei loro capolavori, approfondì l'esplorazione di temi religiosi e spirituali. La ricerca di armonia tra la musica sacra cristiana ed il misticismo della tradizione induista e lo sforzo di riconciliazione tra oriente ed occidente operato dal gruppo, rappresentano uno dei primi esperimenti di world fusion music. Di rilievo in questo album il debutto nella formazione del soprano sudcoreano Djong Yun, che avrebbe cantato con il gruppo fino alla fine degli anni settanta.
Nei lavori successivi, il gruppo si evolse ulteriormente includendo tutte le tipologie di strumenti: aerofoni, percussioni e cordofoni, sia elettrici sia acustici, vennero combinati per creare un'aura mistica che rendesse la loro musica spirituale ed introspettiva. Secondo il parere di molti, pur confermandosi valida, la band non riuscì però a eguagliare la qualità artistica dell'album Hosianna Mantra, e le numerose opere che lo seguirono.
Il gruppo incise anche alcune colonne sonore dei film di Werner Herzog, inclusi Nosferatu, principe della notte, Aguirre, furore di Dio, Fitzcarraldo e L'enigma di Kaspar Hauser (in cui, tra l'altro, compariva anche Fricke in veste di attore, così come era apparso precedentemente in Segni di vita, sempre di Herzog, nel 1968).
Le opere seguenti includono Einsjäger und Siebenjäger (1974) ed Das Hohelied Salomos (1975), entrambi ispirati ai salmi di Re Salomone; Herz aus Glass (1977), il primo di una serie di album finalizzata ad uso cinematografico; City Raga (1995), un concept album includente l'omonimo singolo che godette discreta notorietà in Francia, e Shepherd's Symphony (1997), che segnò una svolta verso sonorità più hip hop.
Il loro ultimo album fu Messa di Orfeo (1998) che venne realizzato con l'aiuto di cento musicisti.
Il gruppo si sciolse dopo la morte di Florian Fricke, avvenuta a Monaco di Baviera il 29 dicembre 2001.
I Popol Vuh influenzarono molte altre band europee grazie alla loro unica strumentazione e ad un sound semplice ed elaborato al tempo stesso, la cui filosofia si ispirava alla musica orientale, africana e alle civiltà precolombiane. In questo modo crearono una sorta di "musica per sognare", salendo un gradino al di sopra del rock psichedelico.[senza fonte] I Popol Vuh sono infatti considerati i precursori della new age e della world music.

-----------------

POPOL VUH

La cosmogonia dei figli della musica

Alla base di un particolare tipo di ricerca sonora e’ lo smantellamento delle sovrastrutture armoniche, con i Popol Vuh si tende verso l’assoluto, e la stessa musica, con la sua penetrazione nel corpo, viene concepita come corpo, mente, dio. Il preziosismo tecnico viene smantellato per lasciare il posto all’essenza della musica: di qui la inimmaginabile forza del loro sound.
Il tentare di aprirsi verso una musica assolutamente libera, trasparente, non condizionata dai motivi commerciali è nelle intenzioni dei musicisti considerati all’avanguardia, il fine ultimo di quel tipo di ricerca che non si ferma alle limitazioni armoniche, ma scava alle fondamente psicologiche e sociali di una musica intesa come proiezione artistica dell’essenza stessa dell’uomo. Assistiamo cosi in campo jazzistico, rockistico ma solo in qualche caso, ed in quello ‘elettronico’ per eccellenza, all’espandersi del cosmo individuale di ogni gruppo od artista, ed al fluire contemporaneo e progressivo verso forme antischematische, metafisische, essenziali, spesso di difficile comprensione.
In questo contesto, seppure verso i confini di un orizzonte vastissimo, abbiamo parlato più volte e ci siamo compiaciuti nel trovare i sintomi di un progresso e di una ricettività eccezionali sopratutto nei gruppi tedeschi.
Cominciamo oggi un essame accurato di alcuni die essi, quando i vari Amon Duul II, Can ed Embryo, seppure tra discordie di pareri e perplessità varie, hanno dato uno scossone formidabile all’establishment musicale europeo di impronta marcatamente ingiese.

Parliamo dunque dei Popol Vuh, ed iniziamo purtroppo con delle note dolenti: le loro opere sono di difficilissima reperibilità e poche sono le speranze di portare ad un pubblico sufficientemente vasto una musicha che non esitiamo a definire straordinaria.
Il nome del gruppo prende forma dall’unione die due termini apprarentemente incomprensibili: il primo, ‘popol’ viene ripreso dal titolo di un antico libro sacro degli indiani Quiche; il secundo, ‘Vuh’, è il nome di certe deità, noché una parola magìca che significa ‘ubertosità, luce, sole, ghiande infuocata’.
Ecco, per bocca degli stessi interessati, maggiori chiarimenti: “ ... in questo nostro paese, la Germania, abbiamo un’antica tradizione creativa, il cui fondamento si può ritrovare in una sorta di predisposizione mistica verso l’Assoluto. Dietro di noi abbiamo uno stuolo die peoti, di filosofi, di moltissima e splendida musica, i quali tutti rappresentano, in definitiva, il fascismo nella sua essenza più genuina. Ma attualmente possiamo dire di vivere in grande libertà, viviamo soprattutto criticamente rispetto all’euforia di massa, e alle distruzioni di massa. Noi lavoriamo ad una musica che è in sé stessa cosi libera da consentire a chi l’ascolta di abbandonarsi alle proprie fantasie. Noi cerchiamo e troviamoin antichi libri, che trattano dell’unita materiale ed immateriale del cosmo umano, la struttura di base, armonica e sonora, che reca in sé la forza della trasformazione. Così noi stessi sperimentiamo la musica come una testimonianza e questo messaggio lo trasmettiamo agli altri
Simili esplicazioni, come facilmente si può notare, travalicano grandemente il fattore strettamente musicale, per arrivare a profondità sociali, religiose, culturali che lasciano di stucco. Ed accanto ad esse vive un mondo di suoni e di sensazioni davvero inarrivabile, indicibile nella sua maestosità, nella sua bellezza cosmica. I Popol Vuh colpiscono la nostra immaginazione, la nostra fantasia con raffische fatte di esotismo e di esoterismo tibrico; raggiungonzo il segno della nostraessenza, affascinano sensi e nervi, catturano la nostra attenzione e la nostra mente, per trasportarci in paesaggi lontani, in mondi diversi, in quelli iperurranio dove il nostro inconscio, la parte più intima e nascosta di noi stessi, trova la chiarezza e tendre a risplendere.
L’ascolto di “In den Garten Pharaos”, secondo album del gruppo è semplicemente scioccante. Ma preferiamo lasciare a Florian Fricke (Moog,Organo, piano e tastiere varie) il compito di introdurci più sapientemente alla loro musica.
Scrive Ficke: Intendiamo la Parola, il Canto ed il Suono come riscoperta di Dio, come Forza Risanatrice, come Corruzione e come Violenza. Tengo a spiegare ognuno di questi caratteri programmatici:

PARLO CANTO E SUONO COME RISCOPERTA DI DIO
“Nell’architettura dei tre principi della cosmogonia tibetana, il cui gradino più alto è l óttavo, con alla base quello zero che viene considerato come raffigurazione, della pRE-cREAZIONE, DEL Non- Nato, il senso dell’ottavo gradino, quello del Principe Spirituale. Ad esso, solitamente irraggiungibile per l‘uomo, si perviene con l ‘aiuto della Parola, del Canto o con la dedizione al Suono Interiore, alla parola stessa di Dio, detta ‘OM’”.
La Parola raffigura l ‘aspetto della Potenza; il Canto l’aspetto dell’Amore; la dedizione al Suono Interiore costituisce la via che conduce direttamente a Dio. L’orecchio è un organo femminile; nelle orecchie dimorano le dee delle direzioni spaziali, le pardone dell’elemento spazio che nel muscolo dell’orecchio è il grembo materno di questo suono che irrompe e subito “colora lo spirito”, come dice un antico proverbio indiano.
E cosi Parola e Canto influiscono in maniera determinante sull’equilibrio dell’uomo, e, ordinati secondo un rituale religioso, Parola, Canto e Suono contribuiscono nel modo più perfetto ad avvicinare l’uomo a Dio”.
A questo punto viene spontaneo domandarsi se quella dei Popol Vuh, musica concepita e strutturata su basi simili, abbia effettivamente del pazzesco o no. A noi personalmente appare come un tentativo straordinario, se considerato sia alle luce delle sue cause prime, che non anche per i suoi effetti; quelli musicali sono ineguagliabili e, quel che più conta, a nostro avviso fani quali il ‘600 ed il ‘7000, forse i migliori della storia musicale tedesca, per arrivare, poi, al rifiuto dello schematismo e delle reogre canoniche che nacque con l‘introduzione della sinfonia (Haydn, Beethoven, Mozart). Come allora, anche oggi assistiamo ad un revival del gusto per le espressioni timbriche e non melodiche, rivoluzionarie se vogliamo, ma che in pratica tendono verso proposizioni violente, ossessive, evocanti, determinate sensazioni.
Quello che avviene in pratica è lo smantellamento della costruzione tecnica per arrivare all’essenza della musica: oggi come allora, tendere verso l‘assoluto.
Ma il riallacciarsi anche e soprattutto a teorie di origine orientale, costituisce un altro punto fermo della costruzione armonica del Popol Vuh. Vediamolo insieme.
“....Non è più un utopia credere che il rapporto esistente fra l’altezza dei suoni, gli intervalli, la struttura dei suoni, il ritmo ed il cosmo da una parte, e l’uomo dall’altra, possano venire strutturalmente determinati entro i prossimi dieci-venti anni. L’India, invece, già da molti secoli, possiede un enorme patrimonio di analogie fra musica e natura, musica e corpo umano, musica e sistema planetario. L’India possiede, ad esemplo, la chiave drammaturgica del mistero della penetrazione della musica nel corpo. Se noi dovessimo riuscire, oltre che conoscere, anche a vivere intimamente le nuove aperture musicali che ci proponiamo di scoprire, e sulle quali, invece, il mondo orientale possiede un’enorme cultura per noi inarrivabile, allora noi saremmo di nuovo in grado di servirci della musica come di un potente mezzo terapeutico.
Vorremmo qui far notare come la costruzione armonica di origini orientale abbio precise rispondenze con caratteri prettamente fisici, ed infatti vedlamo come sono divisi i toni fondamentali: il primo, essenziale, trova una sua corrispondenza nell’anima; il secondo, nella testa; il terzo, nel braccio; il quarto, nel petto; il quinto, nel collo; il sesto nei fianchi; il settimo, nei piedi.
Una spiegazione forse più logica è la seguente; se mentre si suona si cerca di rapportare al suono emesso la parte del corpo corrispondente ad esso, si perviene allora ad una totale identità fisica con il suono, imprimendo a questúltimo una grande forza di persuasione: ancora più in pratica (e maggiormente in questo sta il fascino dei Popol Vuh), si può raggiungere, attraverso linee musicali, la massima espresione del proprio io interiore.
La musica dei Popol Vuh nasconde un’inimmaginabile forza, oppure, nel caso negativo, una tremenda violenza, poiché si è necessariamente costretti a considerare la musica sotto diversi aspetti. Quando si constàta che non la Parola, il Suono ed il Canto si può uccidere, si può violentare il singolo od il generale, i Popol Vuh tendono di rimando ad un tipo di espressione estremamente prudente, intima diremmo, in modo da poter raggiungere, con la musica un beneficio reciproco.
Popol Vuh: Florian Fricke: Moog, piano, tastire. Holger Trulzsch: percussioni turche ed africane. Frank fiedler: Moog, mixdown.
Discografia: ‘Affenstunde‘(l’ora della scimmia), pubblicato per la Liberty.
‘In den Garten Pharaos’, per la Ohr.

Maurizio Baiata (1972)





lunedì 12 giugno 2017

1972 : I JUMBO IN DECOLLO


Jumbo è stato un gruppo di rock progressivo nato alla fine del 1969 a Milano.

Formazione
Alvaro Fella – voce, chitarra acustica, sax, tastiere, percussioni (1970-1974)
Daniele Bianchini – chitarra (1970-1974)
Dario Guidotti – flauto, armonica, chitarra acustica, percussioni (1970-1974)
Sergio Conte – tastiere, voce (1970-1974)
Aldo Gargano – basso, chitarra (1970-1974)
Vito Balzano – batteria, percussioni, voce (1970-1972)
Tullio Granatello – batteria (1973)
Enzo Cafagna – basso elettrico (dal 1975)

Biografia
Il gruppo si forma a Milano grazie al cantautore Alvaro Fella (proveniente dai The Juniors), il cui soprannome Jumbo viene scelto come nome della formazione, e che vede Daniele Bianchini alla chitarra, Sergio Conte alle tastiere, Aldo Gargano al basso, Vito Balzano alla batteria e Dario Guidotti al flauto.
Nel 1970 incidono i primi single di cover per la Numero Uno, mentre nel 1971 registrano il primo album Jumbo per la Philips, di livello qualitativo superiore ai precedenti singoli anche se i brani dell'album possono ancora essere iscritti nella tipica forma e negli stilemi del contautorato italiano. Ma fu nel 1972, con la pubblicazione del secondo album del gruppo, DNA, che i Jumbo mutarono nelle modalità compositive un proprio stile dai connotati tipici del rock progressivo con venature che sconfinavano verso la musica hard blues, raccogliendo il plauso degli appassionati del genere. L'album infatti apriva con una lunga session in tre parti dal titolo Suite Per Il Sig. K, che occupava tutto il primo lato, con canzoni più bervi nel lato B, con testi piuttosto semplici e diretti, che perlopiù trattavano di tematiche filosofico/politiche.
Nel 1973 il gruppo vede l'ingresso del batterista Tullio Granatello in sostituzione di Vito Balzano che lascia il gruppo. Nello stesso anno pubblicano il loro terzo album, Vietato ai minori di 18 anni?, con musiche d'avanguardia (alle quali collabora Franco Battiato) e testi forti che ne provocano il bando dai programmi radiofonici. Successivamente il tastierista Sergio Conte lascia il gruppo, spinto da nuove esperienze musicali, realizzando un album con Flora Fauna Cemento.
Il gruppo continuò ad esibirsi dal vivo ancora per alcuni anni partecipando ai festival di Parco Lambro nel 1975 e 1976, dopo aver pubblicato il loro ultimo singolo nel 1975. Il gruppo si sciolse per tentare di riformarsi con qualche cambio nella formazione su iniziativa di Daniele Bianchini nel 1983, per la registrazione dell'album Violini d'autunno, e nel 1990, per un concerto a Parigi dal quale venne prodotto un CD Live. Nel 2001 fu pubblicato il CD Passing by con delle registrazioni effettuate tra il 1991 ed il 2001 da Daniele Bianchini, Alvaro Fella, Dario Guidotti e Tullio Granatello.

 Jumbo - 1970-75 - Rarities & Suite live in Padova 1974


1972 : I JUMBO IN DECOLLO

IL 1° BE-IN A NAPOLI,WIGHT A CASA NOSTRA Di Fiorella Gentile,Dario Salvatori,Maurizio Baiata e Piero Togni  
http://helaberarda.blogspot.it/2012/12/il-1-be-in-napoliwight-casa-nostra-di.html
CONTROCANZONISSIMA 1972 Piper Roma
http://rockrarecollectionfetish.blogspot.it/2012/02/controcanzonissima-1972-piper-club-roma.html
DICEMBRE 1969 : NOZZE BIZANTINE PER IL RIBELLE DEMETRIO STRATOS
AREA  : L'AVANGUARDIA PUO' AVERE LE SUE STARS? / LIVE A MILANO E ROMA
AREA 1976 : DA PARIGI AL....CAOS! Di MANUEL INSOLERA
ROMA 1967 : LE STELLE DI MARIO SCHIFANO Di Alberto Piccinini 
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/05/roma-1967-le-stelle-di-mario-schifano.html
OSANNA : PULCINELLA BALLA IL ROCK Di Paolo Ansali  
ROVESCIO DELLA MEDAGLIA : IL DIRITTO DEL ROVESCIO Di Enzo Caffarelli e Piero Togni 
http://helaberarda.blogspot.it/2012/12/rovescio-della-medaglia-il-diritto-del.html
LE ORME : IL DISCO DAL VIVO Di Enzo Caffarelli 
http://helaberarda.blogspot.it/2012/11/le-orme-il-disco-dal-vivo-di-enzo.html
POPOFF : RADIOGRAFIA DI UNA TRASMISSIONE CHE PIACE Di Piergiuseppe Caporale
http://helaberarda.blogspot.it/2012/09/popoff-radiografia-di-una-trasmissione.html

A PIEDI NUDI NEL PARCO LAMBRO Di Rocchi,Masotti,Lelli,Fariselli
http://helaberarda.blogspot.it/2012/04/piedi-nudi-nel-parco-lambro-di.html
SPECIALE SANTAMONICA ROCK FESTIVAL - L'AUTODROMO RIBOLLE ROCK
http://helaberarda.blogspot.it/2012/04/speciale-santamonica-rock-festival.html
POP FESTIVAL VILLA PAMPHILI Di Fernando Fratarcangeli
http://helaberarda.blogspot.it/2012/08/pop-festival-villa-pamphili-di-fernando.html
PREMIATA FORNERIA MARCONI : PFM...ORA TOCCA ALL'AMERICA! Di Michael Pergolani
http://helaberarda.blogspot.it/2012/08/premiata-forneria-marconi-pfmora-tocca.html
FRANCO BATTIATO : ELOGIO DI UN COMPUTER GENIALE Di Fiorella Gentile e Carlo Massarini 
http://helaberarda.blogspot.it/2012/12/franco-battiato-elogio-di-un-computer.html
BATTIATO : SULL'ONDA DELLA MUSICA Di Maurizio Baiata
http://helaberarda.blogspot.it/2012/12/battiato-sullonda-della-musica-di.html
Torino Pop Meeting : Palazzetto Dello Sport  1974 AUDIO CONCERT
http://rockrarecollectionfetish.blogspot.it/2011/01/torino-pop-meeting-1974-palazzetto.html
OSANNA MEGAPOST : TESTE DI FUOCO DEL ROCK NAPOLETANO ANNI 70
CRONISTORIA DELLA TERZA RASSEGNA DI MUSICA CONTEMPORANEA A CIVITANOVA MARCHE 1973 Di Fiorella Gentile e S.Sas
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/07/cronistoria-della-terza-rassegna-di.html
AKTUALA : IL CANTICO DELLA JUNGLA e VIAGGIO NEL MAROCCO Di Marco Ferranti e Enzo Caffarelli 
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/05/aktuala-il-cantico-della-jungla-e.html
FORMULA 3 : LA VIRTU' NON STA NEL MEZZO e UNA FORMULA SENZA BATTISTI Di Enzo Caffarelli 
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/05/formula-3-la-virtu-non-sta-nel-mezzo-e.html
BANCO DEL MUTUO SOCCORSO - L'ALBUM DELLA LIBERTA' / ANTEPRIMA Di Ferranti e Di Silvestro
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/05/banco-del-mutuo-soccorso-lalbum-della.html
MUSEO ROSEMBACH : APERTURA CON ZARATHUSTRA Di Manuel Insolera
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/05/museo-rosembach-apertura-con.html
SAINT JUST - BALLI DI CORTE E ARPEGGI DI CHITARRA di GIORGIO RIVIECCIO
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/05/saint-just-balli-di-corte-e-arpeggi-di.html
GARYBALDI - COMPLETE SESSION FOTOGRAFICA TRATTA DAI PROVINI SU PELLICOLA DAL VIVO ALLA COMPAGNIA DEI MOTORI AOSTA ITALY 1995 Secomda Parte Di Danilo Jans 
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/10/garybaldi-complete-session-fotografica.html
I PRIMI ANNI 70 DI BATTIATO
JURI CAMISASCA : UNA RIVELAZIONE Di Manuel Insolera SCONCERTO ROCK Di Fiorella Gentile CAMISASCA Di Jacopo Barozzi

venerdì 2 giugno 2017

BLIND FAITH MEMORANDUM + BONUS AUDIO CONCERT GOTHENBURG SWEDEN 1969


Blind Faith è stato un supergruppo di rock britannico costituitosi nel marzo 1969. Dopo aver inciso un album e effettuato diversi concerti dal vivo, la formazione si sciolse nel dicembre di quello stesso anno.

La genesi
Il gruppo nacque da un'idea di Eric Clapton, ex chitarrista dei Cream, e Steve Winwood, ex chitarrista e tastierista dei Traffic che avevano appena abbandonato, all'epoca, le rispettive formazioni di appartenenza. Costoro iniziarono a comporre e a provare le prime canzoni con Ginger Baker, ex batterista dei Cream, nel marzo del 1969, sia nella casa di Clapton, nel Surrey, che negli studi Morgan a Londra. Alcune di tali incisioni sarebbero state poi inserite nella seconda edizione ampliata dell'album Blind Faith, che apparve oltre trent'anni dopo lo scioglimento del gruppo. Successivamente si aggiunse ai tre anche Ric Grech, bassista dei Family, che però entrò ufficialmente nell'organico della band solo nel maggio di quello stesso anno. Il coordinamento e la supervisione fu affidata al produttore Jimmy Miller.

Da Hyde Park alle Hawaii
Il debutto avvenne con un concerto dal vivo ad Hyde Park il 7 giugno 1969 che ottenne un buon successo di pubblico, anche se la critica musicale del tempo mise in evidenza, accanto all'alto livello qualitativo del gruppo, la limitatezza del suo repertorio. Clapton e Winwood avevano infatti preferito non utilizzare la vecchia produzione dei Cream e dei Traffic affinché non si pensasse che i Blind Faith fossero una semplice replica delle due celebri formazioni britanniche. Il 12 giugno successivo un nuovo concerto al Madison Square Garden di New York fu accolto tiepidamente dal pubblico americano, che richiedeva a gran voce l'esecuzione dei vecchi successi dei due fondatori della band. La giornata terminò con alcuni incidenti, le cui cause non sono mai state chiarite, che richiesero l'intervento della polizia: Ginger Baker riportò una contusione e il piano di Winwood venne completamente distrutto. Nei successivi concerti, sia europei (in Gran Bretagna, Svezia, Norvegia, e Finlandia) che americani, la formazione riscosse un notevole successo, anche se fu costretta ad inserire brani dei Cream e dei Traffic per accontentare il pubblico. L'ultima esibizione fu quella che ebbe luogo ad Honolulu, nelle Isole Hawaii, il 24 agosto 1969.

Scioglimento del supergruppo
In settembre uscì, sia in Europa che negli Stati Uniti, il loro unico album, Blind Faith, che, nonostante il successo ottenuto, segnò anche la dissoluzione della band. Sembra che Eric Clapton, più interessato a curare le composizioni della formazione Delaney & Bonnie and Friends, che accompagnava i Blind Faith nelle tournée, che non quelle del proprio gruppo di appartenenza, si fosse progressivamente allontanato da esso, entrando in tal modo in conflitto con Winwood, costretto a curare da solo la produzione musicale e gli arrangiamenti. I Blind Faith cessarono ufficialmente di esistere nel dicembre 1969.

Produzione musicale
L'album Blind Faith
Blind Faith, unico album del gruppo, fu registrato a varie riprese fra la primavera e l'estate del 1969. Il lavoro fu ultimato solo nel mese di agosto negli studi di incisione della Atlantic Records. Uscì in settembre, commercializzato dalla sottoetichetta Atco (appartenente all'epoca all'Atlantic), ed ebbe un notevole successo. Per diverse settimane fu in testa alle classifiche del proprio settore (Pop music) per due settimane sia in Gran Bretagna (UK Albums Chart) dove vinse il disco d'oro che negli Stati Uniti (Billboard 200), in Canada per quattro settimane, in Olanda e Norvegia e solo nel primo mese fu venduto in mezzo milione di esemplari.
Forti polemiche suscitò la copertina del disco, realizzata dal celebre fotografo Bob Seidemann, in cui appare una bambina di undici anni, Mariora Goschen, seminuda e con un modellino d'aereo in mano. L'aereo, la cui strana forma lo faceva assomigliare a un organo genitale maschile fu dai più interpretato come un vero e proprio simbolo fallico. Esplose lo scandalo e numerose associazioni religiose e sociali tentarono di boicottare in vario modo la commercializzazione del disco. Nel 1986 la Polydor registrò un primo CD dell'album, e, nel 2001, mise in vendita un cofanetto in edizione di lusso contenente due CD con numerosi brani inediti dei Blind Faith incisi sia in studio che dal vivo.
Alcune canzoni dell'album sono divenute con gli anni oggetto di culto, come Can't Find My Way Home e soprattutto Presence of the Lord. Particolarmente suggestive sono anche le cinque jam session inedite che vennero inserite nell'edizione 2001, a testimonianza dell'alto livello strumentale del gruppo. Nell'album è inoltre chiaramente percepibile un linguaggio musicale nuovo e particolarmente sofisticato, capace di spaziare dal rock al blues, con audaci incursioni nel mondo del jazz. Nel 1988, le tracce più emblematiche di Blind Faith (oltre alle già citate Presence of the Lord e Can't Find My Way Home, anche Sleeping in the Ground), vennero inserite nella raccolta di Eric Clapton Crossroads. Quasi vent'anni più tardi, infine, in un noto concerto tenuto a Chicago nel giugno 2007, lo stesso Clapton rispolverò con l'amico di un tempo, Steve Winwood, il vecchio repertorio del gruppo.


Blind Faith 
Konserthallen Liseberg
Liseberg Nojespark
Goteborg, Sweden
June 18th 1969 

Eric Clapton guitar, vocals 
Steve Winwood keyboards, vocals 
Ginger Baker drums 
Rick Grech bass 

1. Well All Right 
2. Sleeping In The Ground 
3. Sea Of Joy 
4. Under My Thumb 
5. Can't Find My Way Home 
6. Do What You Like 
7. In The Presence Of The Lord 
8. Means To An End 
9. Had To Cry Today 



----------------------------------------

BLIND FAITH MEMORANDUM + BONUS AUDIO CONCERT GOTHENBURG SWEDEN 1969

-----------------------------------------

THE BAND : THE LAST WALTZ
LOS ANGELES FORUM 14 AGOSTO 1975 : IL DUELLO CLAPTON/SANTANA : QUESTIONE DI CLASSE + LIVE CONCERT AUDIO Featuring KEITH MOON & JOE COCKER
DEREK AND THE DOMINOS (ERIC CLAPTON-CARL RADLE-BOBBY WHITLOCK-JIM GORDON)
CREAM (Eric Clapton,Ginger Baker,Jack Bruce) - DISRAELI GEARS CD BOOK LIMITED EDITION CERTIFICATE Di Robert Whitaker
L'ESERCITO ROCK DI GINGER & CO Di Renzo Di Ftancesco Da CIAO 2001 Del 1975
GINGER BAKER LA BATTERIA SCOSTANTE Di Daniele Caroli Da CIAO 2001 Del 1975
GINGER BAKER & GURVITZ EUROPA E ITALIA Di Marco Ferranti Da CIAO 2001 Del 1975
GINGER BAKER GURVITZ ARMY - COMPLETE SESSION FOTOGRAFICA TRATTA DAI PROVINI SU PELLICOLA DAL VIVO AL PALAZZETTO DELLO SPORT PARCO RUFFINI TORINO ITALY 25 Marzo 1976 Di Danilo Jans
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/05/ginger-baker-gurvitz-army-complete.html
VOLO D'AQUILA : TRAFFIC ANTEPRIMA LP WHEN THE EAGLES FLIES Di Manuel Insolera
TRAFFIC : SEMPRE QUALCOSA DI NUOVO 

-----------------------------------------------