domenica 14 aprile 2019

1978 - IL SEGRETO DIETRO AL SUCCESSO PETER FRAMPTON + BONUS CONCERT AUDIO TORINO ITALY 23 JUNE 1983


Peter Frampton (Beckenham, 22 aprile 1950) è un cantante e polistrumentista britannico, vincitore di diversi Grammy, conosciuto soprattutto per la sua carriera solista negli anni settanta.

Carriera
All'età di dieci anni Frampton suonò in una band chiamata Little Ravens. Lui e David Bowie erano alunni dell'Istituto tecnico di Bromley (dove il padre di Peter, Owen, era il direttore del ramo artistico), e di conseguenza i Little Ravens suonarono spesso assieme alla band di Bowie chiamata George and the Dragons.
La prima apparizione di Frampton negli Stati Uniti avvenne in uno sconosciuto locale a Long Island (New York), chiamato Rock Pile. Il gruppo si chiamava Humble Pie, per il quale Frampton suonava la chitarra solista. Questo gruppo suonò anche in una stazione radio di New York, WNEW-FM.
I primi successi, comunque, arrivarono quando era un componente dei The Herd, con i quali conquistò i giovanissimi in Gran Bretagna. Assieme a Steve Marriott, ex cantante degli Small Faces fondò gli Humble Pie; in seguito collaborò come autore negli album di Harry Nilsson, Jim Price, Jerry Lee Lewis. Seguirà poi una carriera importante per il cantante- chitarrista, che si farà conoscere con successi come "Show Me The Way", Baby I Love Your Way, "Do You Feel Like We Do", I'm In You (dall'omonimo album del 1977) e "I Can't Stand It No More". Nel 1976, Frampton pubblicò il doppio album Frampton Comes Alive!, una raccolta dal vivo delle sue canzoni più significative, che è stato uno dei dischi più venduti degli anni settanta, risultando inoltre attualmente il "live" più venduto di sempre, con undici milioni di copie (di cui 8 milioni vendute solamente negli Stati Uniti). L'anno seguente (1977) Frampton pubblicò "I'm In You, che pur non ripetendo l'enorme successo di "Frampton comes alive", ottenne un notevole successo, raggiungendo la seconda posizione nella classifica degli album compilata da Billboard fu insignito del disco di platino, per avere venduto oltre un milione di copie: rimane l'album di studio più venduto della carriera di Frampton. Fu inoltre tratto da questo album la "title track", che raggiunse anch'essa la seconda posizione nella classifica dei singoli più venduti di Billboard. Tra le sue collaborazioni, importante è stata quella con i Bee Gees per la colonna sonora del film "Sgt.Pepper's Lonely Hearts Club Band" (1978), in cui ha anche recitato nel film omonimo. Nel 1979 Frampton ha pubblicato l'album "Where I should be", che ottenne il disco d'oro: questo album conteneva il singolo "I Can Stand It No More", di notevole successo negli Stati Uniti, in Europa e persino in Italia, dove Frampton lo presentò (nel novembre del 1979) a"Domenica In". Negli anni '80, Peter Frampton ha poi collaborato con David Bowie (suo ex-compagno di scuola all'Istituto tecnico di Londra) per il colossale "Glass Spider Tour"(1987), in cui ha suonato la chitarra solista: il tour fu un grosso successo al botteghino. Dopo un periodo di transizione, in cui diversi suoi album di studio passarono quasi inosservati, nel 1995 l'artista inglese pubblicò (a 20 anni di distanza da "Frampton Comes Alive") "Frampton Comes Alive II". L'album che conteneva brani degli ultimi album (ma anche brani degli anni '70) non ha ripetuto il successo del precedente, pur avendo avuto critiche positive. In seguito fu tratto anche un dvd. Seguì un lungo periodo di appannamento. Nel 2007 Frampton tornò però alla ribalta: infatti ha ricevuto un Grammy Award per il miglior album strumentale per "Fingerprints", pubblicato nel 2006.

Matrimoni
Frampton è stato sposato quattro volte. La prima con Mary Lovett (dal 1971 al 1973), in seguito con Penny McCall (dal 1974 al 1980), Barbara Gold (dal 1983 al 1993, da cui ha avuto due figli) e Tina Elfers (dal 13 gennaio del 1996, da cui ha avuto un figlio).

Frampton nella cultura di massa
Frampton è apparso in show televisivi come I Simpson (nell'episodio 07x24 Homerpalooza), I Griffin (nell'episodio Death Lives) e Colbert Report, in cui è stato menzionato in particolare il suo effetto talking guitar che utilizza negli spettacoli dal vivo. Ha anche interpretato il ruolo di un guardacosta australiano di nome Peter Buckley nel programma televisivo La squadriglia delle pecore nere.
La canzone Do You Feel Like We Do (nella versione live dell'album Frampton Comes Alive!) è stata inserita come canzone giocabile nel videogioco Guitar Hero 5.

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Peter Frampton, l’addio alle scene è dovuto a una rara malattia degenerativa

Il tour d’addio di Peter Frampton non è dovuto solo all’età – il polistrumentista britannico farà 69 anni ad aprile – ma a una rara malattia degenerativa che colpisce i muscoli dalla quale l’artista è affetto. Frampton l’ha raccontato nel corso di alcune interviste concesse oggi dopo che ieri aveva fatto sapere le date, tutte negli Stati Uniti, del suo “Peter Frampton Finale - The Farewell Tour”, l’ultimo tour del musicista, che lo terrà impegnato sui palchi a stelle e strisce da giugno a ottobre. Come da lui spiegato all’edizione statunitense di Rolling Stone, Frampton ha iniziato ad accusare i primi sintomi della malattia già otto anni fa, quando ha notato che le caviglie gli facevano male e le gambe si facevano più deboli. Dopo qualche caduta, una visita neurologica gli ha gli ha diagnosticato il disturbo noto come IBM. La decisione di salutare i fan prima di un ritiro definitivo, ha detto il polistrumentista a CBS This Morning, vuole evitare che sia malattia a fermarlo diffondendosi alle mani rischiando di impedirgli di suonare la chitarra.
“La ragione per la quale lo chiamo tour d’addio è che so che sarò al massimo nella mia partita per questo tour e ce la farò e la gente non dirà ‘ Guarda, non sa suonare abbastanza bene’. Sono in grado. Ma non sappiamo per quanto ancora”, ha illustrato Frampton, proseguendo: “Non c’è un trattamento specifico per l’IBM. Hanno medicine tradizionali che funzionano. Stanno scoprendo qualche nuovo trattamento. Spero di esserne coinvolto. È qualcosa che sta nel futuro. Per ora, l’unica cosa che funziona per me è l’esercizio. Mi comporto come un maniaco tutto il tempo. Si tratta di rafforzare i muscoli che ho. Sembra che la cosa migliore possibile per l’IBM sia fare esercizi ogni giorno”.
Frampton non ha in mente solo i live per salutare i suoi fan. “C’è un doppio album, ma non posso dire di cosa di tratti perché rovinerebbe la sorpresa”, ha svelato, aggiungendo che “si spera uscirà a giugno quando inizia il tour”. Il musicista britannico ha infine concluso:
C’è quello e un altro album singolo che finiremo la prossima settimana e poi, se riesco a metterlo insieme, faremo anche un altro progetto. Sono tutti diversi. Come dicevo, non posso dire davvero di cosa si tratti fino a che non sarà il momento.

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Peter Frampton
Palasport Torino
Italy
June 23rd 1983
D
isc One :
1. Intro > Something's Happening
2. Doobie Wah
3. When I Get Home
4. Show Me The Way
5. Instrumental
6. Baby, I Love Your Way
7. Got My Feet Back On The Ground
8. You Don't Know You Like I Know You

Disc Two :
1. I Can't Stand It No More
2. Everything I Need
3. Do You Feel Like We Do >
4. Band's Intro > Do You Feel Like We Do
Encores :
5. Crowd > No Reply

http://www.archive.org/serve/PeterFrampton1983-06-23Italy/PeterFrampton1983-06-23Italy.mp3



1978 - IL SEGRETO DIETRO AL SUCCESSO PETER FRAMPTON + BONUS CONCERT AUDIO TORINO ITALY 23 JUNE 1983

Peter Frampton
Palasport Torino
Italy
June 23rd 1983
D
isc One :
1. Intro > Something's Happening
2. Doobie Wah
3. When I Get Home
4. Show Me The Way
5. Instrumental
6. Baby, I Love Your Way
7. Got My Feet Back On The Ground
8. You Don't Know You Like I Know You

Disc Two :
1. I Can't Stand It No More
2. Everything I Need
3. Do You Feel Like We Do >
4. Band's Intro > Do You Feel Like We Do
Encores :
5. Crowd > No Reply

http://www.archive.org/serve/PeterFrampton1983-06-23Italy/PeterFrampton1983-06-23Italy.mp3

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LIVE IN ITALY
CROSBY STILLS NASH & YOUNG ITALY
EARLY SANTANA ITALY
MONDO POPOLARE 2
HELABERARDA
MONDO POPOLARE
foto DANILO JANS
DANILO JANS ART
MUSIC ITALY 70
PONT SAINT MARTIN ALTERNATIVA
THE LOST CONCERTS
ROCK RARE COLLECTION FETISH

venerdì 5 aprile 2019

MANFRED MANN + BONUS AUDIO BBC RADIO SESSIONS

I Manfred Mann sono stati un gruppo musicale rock britannico attivo negli anni sessanta nell'ambito del fenomeno musicale British invasion.
Il gruppo è conosciuto soprattutto per alcune cover di particolare interesse, come quelle dei brani di Bob Dylan Just Like a Woman, del 1966, incluso nell'album Blonde on Blonde, e Quinn the Eskimo (Mighty Quinn), composto nell'anno successivo e inserito in The Basement Tapes, che nella loro versione raggiunse i primi posti nelle hit parade (segnatamente raggiunse il primo posto nelle Official Singles Chart il 14 febbraio 1968 rimanendovi per due settimane).

Storia
Hanno preso il nome dal loro fondatore, il tastierista di origine sudafricana Manfred Mann (all'anagrafe Manfred Sepse Lubowitz, nato a Johannesburg il 21 ottobre 1940).
Band in origine conosciuta con il nome di Mann-Hugg Blues Brothers, ha inciso per diverse etichette discografiche: HMV, EMI Records, Capitol Records, Fontana Records, Ascot e Mercury Records, negli Stati Uniti.
Ospiti nel 1964 e nel 1965 del Festival di Reading e Leeds, sono fra gli artisti che hanno partecipato allo spettacolo televisivo Top of the Pops.
Dal gruppo originale sono derivate negli anni settanta altre band conosciute con nomi diversi: Manfred Mann Chapter Three, Manfred Mann's Earth Band, The Blues Band, The Manfreds.
Il band-leader Manfred Mann non ha fatto mistero della propria opinione riguardo al senso del successo visto in chiave di popolarità, tanto da dichiarare in proposito:
«La musica pop è probabilmente la sola forma d'arte il cui successo dipenda totalmente da un consenso generale da parte del pubblico: più persone acquistano un disco, maggiore sarà il successo, non solo commerciale, ma anche artistico»
Hanno collaborato, fra gli altri, con la cantante Carole King, con il chitarrista e compositore Trevor Rabin, con il batterista Gavin Harrison e con gli Uriah Heep (il solo Manfred Mann, nel 1971, per l'album Look at Yourself).

Inizi (1962-1963)
Il gruppo fu fondato a Londra nel dicembre 1962 con il nome di Mann-Hugg Blues Brothers dal tastierista Manfred Mann e dal batterista e suonatore di vibrafono Mike Hugg.
Nato al di fuori del circuito blues britannico (British Blues) che si stava in quegli anni sviluppando nei club londinesi (da cui avrebbero preso avvio anche le carriere di gruppi come Rolling Stones e Yardbirds), era completato da Mike Vickers come prima chitarra elettrica, Dave Richmond al basso elettrico e dal cantante Paul Jones, originario di Portsmouth, che suonava anche l'armonica a bocca.
Il nome della band – la cui musica si caratterizzava per il suono originale sviluppato dalle tastiere di Mann e dal suadente canto di Jones, occasionalmente arricchito dall'apporto di una sezione di ottoni – venne cambiato in quello di Manfred Mann & The Manfreds e poi ancora semplicemente in Manfred Mann. Accadde nel marzo 1963 in coincidenza con la firma del primo contratto, con la HMV.
Fu proprio un produttore della casa discografica a suggerire il cambio di nome definitivo, appena prima del debutto discografico che avvenne in luglio del 1963 con un singolo registrato negli Abbey Road Studios contenente un brano strumentale jazzy intitolato Why Should We Not?, che tuttavia non raggiunse le classifiche di vendita, così come accade poi al successivo, contenente questa volta un brano vocale, Cock-A-Hoop.

Primi successi (1964 - 1965)
Nel 1964 ai musicisti fu chiesto di scrivere una nuova canzone per il programma televisivo musicale della ITV Ready Steady Go!. Essi risposero con 5-4-3-2-1 che, con l'aiuto del passaggio televisivo, salì al quinto posto delle classifiche del Regno Unito. Poco tempo dopo la registrazione del disco, Richmond lasciò la band per essere rimpiazzato da Tom McGuinness (fu quello il primo di molti cambi nella formazione originale del gruppo).
Dopo un altro hit di propria composizione - Hubble Bubble (Toil And Trouble) - i Manfred Mann pubblicarono altri successi, come ad esempio Do Wah Diddy Diddy, cover di un brano minore delle Exciters. Il disco raggiunse il top sia nelle chart del Regno Unito Official Singles Chart per due settimane che in quelle di Canada, USA Billboard Hot 100 per due settimane (va annotato incidentalmente che la versione delle Exciters si posizionò in USA solo al 78º posto) e Svezia, la quarta posizione in Germania e Norvegia e la sesta in Olanda.
Durante il 1965, il gruppo continuò ad incidere proprie canzoni e cover di altri musicisti mentre lo stile andava lentamente mutando per passare da quello prevalentemente blues ad un ibrido pop-soul in grado di garantire una maggiore popolarità ed un maggiore successo.
Non a caso a metà degli anni sessanta i Manfred Mann iniziarono a incidere loro versioni di canzoni di Bob Dylan, fra cui uno dei brani maggiormente poetici (e politici) del cantautore di Duluth, With God on Our Side, servito come traccia di un EP campione di vendite. Raggiunsero tra l'altro il secondo posto nelle classifiche USA con la controversa If You Gotta Go, Go Now, bandita o almeno parzialmente censurata da numerose emittenti radiotelevisive.
Salirono al terzo posto nel Regno Unito con il singolo Sha La La, eseguita poi in special televisivi (in USA e Canada la canzone andò in dodicesima posizione). Poco prima che il singolo venisse distribuito, Paul Jones annunciò la sua decisione di lasciare il gruppo per affrontare una carriera da solista. Tutto sarebbe avvenuto, tuttavia, non prima che fosse rimpiazzato da altro cantante.

Gli anni di Mike d'Abo (1966 - 1969)
Il cantante Paul Jones rimase con la band ancora per un anno, durante il quale Mike Vickers fu rimpiazzato da Jack Bruce dei Bluesbreakers di John Mayall. Jones fu sostituito da Mike d'Abo, in ballottaggio con Rod Stewart. È questa una delle rare occasioni in cui un gruppo musicale, pur cambiando il cantante, abbia mantenuto il medesimo successo.
Altri mutamenti riguardano Jack Bruce che lasciò per formare con Ginger Baker ed Eric Clapton i Cream e fu rimpiazzato da Klaus Voormann (per lungo tempo intimo dei Beatles), mentre Tom McGuinness passa alla chitarra. Per completare i cambiamenti, il gruppo mutò etichetta discografica, firmando un contratto con la Fontana Records.
Con d'Abo come vocalist, il gruppo perseguì un maggiore suono acustico soft, mutuando molto, specie nelle liriche, dallo stile surrealista di Bob Dylan. Il primo disco inciso per la Fontana Records fu non a caso la cover di un brano di Dylan, Just Like a Woman.
Nel 1967 il singolo Ha! Ha! Said the Clown arriva primo in Germania per due settimane, in Olanda per quattro settimane ed in Austria e secondo in Norvegia.
Dello stesso periodo è anche Semi Detachd Suburban Mr. James, piazzatasi al 5º posto nelle classifiche mentre lo strumentale Sweet Pea giunse solo al trentaseiesimo posto e la canzone So Long Dad non si inserì neppure fra le Top 50. Il terzo Number 1 fu nel 1968 un altro brano di Dylan, Quinn the Eskimo (The Mighty Quinn) (che giunse al terzo posto in Canada).
Frustrato dall'immagine di band buona solo per dischi singoli, il gruppo (i loro due ultimi album non entrarono in classifica), il gruppo si avviò allo scioglimento nel 1969 mentre il loro ultimo hit - Ragamuffin Man - si posizionava nella Top 10.

Anni successivi
Dopo lo scioglimento Mann ha continuato l'attività di musicista dedicandosi alla composizione di jingle pubblicitari e rimanendo in contatto con i musicisti del gruppo base ex-Manfred Mann.
Con loro ha formato da principio i Manfred Mann Chapter Three (con Mike Hugg), una band sperimentale dal repertorio jazz rock. Questo gruppo ha avuto peraltro vita assai breve e dal 1971 è sfociato in un ulteriore nuovo gruppo chiamato Manfred Mann's Earth Band.
Negli anni settanta è stata questa la formazione di reduci dal gruppo originario ad avere maggiore fortuna, piazzando, nella Top Ten britannica, nel 1976, la cover di un brano di Bruce Springsteen, Blinded by the Light. Il medesimo brano nel febbraio dell'anno successivo ha raggiunto il primo posto nelle chart statunitensi di Billboard.
Nel 1990 gran parte dei musicisti che avevano dato vita al gruppo Manfred Mann - ma senza l'ex leader - si sono riuniti nuovamente con il nome di The Manfreds suonando un repertorio comprendente la vecchia produzione di successi degli anni sessanta, oltre ad alcuni brani strumentali jazz. In talune occasioni si sono uniti a loro l'ex cantante del gruppo, Paul Jones, e, al centro della formazione, Mike d'Abo. Nello stesso periodo, Jones e Tom McGuinness hanno fondato i The Blues Band. McGuinness era reduce da un'esperienza con i McGuinness Flint, gruppo fondato nel 1970 ma scioltosi nel 1975.


MANFRED MANN + BONUS AUDIO BBC RADIO SESSIONS

Manfred Mann
BBC Radio Sessions

01 - Hoochie Coochie Man
02 - Hound Dog
03 - Handbags And Gladrags
04 - The Mighty Quinn
05 - Joybringer
06 - Cloudy Eyes
07 - Father
08 - Solar Fire


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MEGAPOST JEFF BECK + BONUS CONCERT AUDIO FILLMORE EAST NEW YORK CITY 3 MAY 1969 With JOE COCKER
15 SETTEMBRE 1973 IL CONCERTO DI CRYSTAL PALACE : CON LOU REED,BECK BOGERT & APPICE,JAMES TAYLOR,BACK DOOR,TONY JOE WHITE Ecc.Di Michael Pergolani + Bonus
SPECIALE PAUL KOSSOFF e i FREE + BONUS LIVE AUDIO CONCERT GOLF DROUOT PARIS FRANCE APRIL 1969
1974 : SAVOY BROWN UN NUOVO SUPERGRUPPO Di ANDREA DRAKE e SILVIO WOLF + LIVE AUDIO CONCERT FILLMORE WEST SAN FRANCISCO 3 DICEMBRE 1970
RORY GALLAGHER : IL PALADINO DEL ROCK BLUES Di Enzo Caffarelli 
OLLIE HALSALL...ALLA CORTE DEI CIGNI  Di Maria Laura Giulietti
TEN YEARS AFTER : E' FINITA LA CRISI? Di Marco Ferranti 
http://helaberarda.blogspot.it/2012/09/ten-years-after-e-finita-la-crisi-di.html
JOHN MAYALL IL GUERRIGLIERO DEL BLUES Di Manuel Insolera + BONUS AUDIO LIVE PALALIDO MILANO ITALY 28 FEBBRAIO 1971
ROCK DI FUOCO AL WHITE CITY FESTIVAL DI LONDRA 15 LUGLIO 1973 Con SLY & THE FAMILY STONE,KINKS,CANNED HEAT,LINDISFARNE e EDGAR WINTER Di Trashman
http://helaberarda.blogspot.it/2013/01/w.html
ALEXANDRA PALACE FESTIVAL 1973 MINUTO PER MINUTO Di Trashman
http://helaberarda.blogspot.it/2012/09/alexandra-palace-festival-minuto-per.html

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lunedì 25 marzo 2019

BRUCE SPRINGSTEEM A MILANO 21 GIUGNO 1985 + BONUS AUDIO CONCERT TORINO ITALY 8 SEPTEMBER 1988


Sono trascorsi 33 anni dal 21 giugno 1985, ma sembra che ne siano passati almeno 100. L’Italia era diversa, l’Europa era diversa, il mondo era diverso. Lo stadio di San Siro non aveva ancora il famigerato terzo anello, ma riuscì lo stesso ad ospitare 65.000 persone per quello che fu il primo concerto di Bruce Springsteen nel “suo” stadio

.I biglietti furono messi in vendita il 23 maggio, meno di un mese prima dell’evento, che, se vista ai giorni nostri, è una cosa assolutamente impensabile. Il prezzo era di 20.000 lire, l’equivalente di circa due vinili dell’epoca, ed erano acquistabili anche tramite vaglia postale. Fa sorridere pensare che al pubblico fu chiesto di venire con “scarpe da tennis” per non rovinare il manto erboso, che per l’occasione fu coperto semplicemente da una rete.

Nel 1985 non c’era internet, non c’erano i telefonini, ma soprattutto non c’era questo maniacale bisogno di sapere tutto di ogni cosa, in quel periodo al pubblico non importava sapere che Nils Lofgren era stato ingaggiato solo quattro settimane prima dell’inizio del tour, o che la corista, all’anagrafe Patti Scialfa, nonchè futura signora Springsteen, aveva avuto quattro giorni per imparare il repertorio. Bastava essere lì, e vedere questo ragazzo dal cognome impronunciabile che veniva dall’America.

Era un mondo diverso, ma era anche un Bruce diverso. Non c’erano ancora i cartelli con le richieste dal pubblico e la scaletta era pressochè identica in tutto il tour. Qualcosa però quella sera scattò, il sangue italiano del Boss iniziò a pulsare ed immediatamente si creò un legame profondo, indelebile, tra lui e la sua seconda madrepatria (come ama definire l’Italia). Gino Castaldo su Repubblica scriverà che «bastano poche battute iniziali, quelle inconfondibili di Born in Usa, per capire che tra i dischi e le esibizioni dal vivo di Bruce Springsteen corre un abisso. Su disco è un grande rocker, ma anche monocorde e ripetitivo, dal vivo è un vulcano di energia rock capace di galvanizzare per quattro ore uno stadio gremito di giovani. Bruce Springsteen è la purezza dell’ America primitiva, nomade, avventurosa, è un Walt Whitman dei nostri giorni che canta verità elementari ma che trafiggono la sensibilità collettiva».

Anche Bruce, nella sua autobiografia, ha parlato di quel concerto: «Per il nostro debutto in Italia, la mia seconda madrepatria, ci esibimmo a San Siro, a Milano. […] Di fronte a quella sconcertante isteria del pubblico, mi resi conto che in Italia quella era la norma: donne che mandavano baci e scoppiavano in lacrime, uomini che scoppiavano in lacrime e mandavano baci, tutti che ci giuravano amore eterno battendosi il cuore con il pugno.Alcuni persero i sensi. E non avevamo ancora cominciato!Quando attaccammo Born in the USA, la fine del mondo sembrava vicina: lo stadio vibrava e oscillava, noi suonavamo come se ne andasse della nostra vita. Madonna!».


BRUCE SPRINGSTEEM A MILANO 21 GIUGNO 1985 + BONUS AUDIO CONCERT TORINO ITALY 8 SEPTEMBER 1988

Bruce Springsteen
Amnesty International - Human Rights Now ! Tour
Torino - Italy 
1988-09-08
Stadio Comunale

THE E STREET BAND :
Bruce Springsteen (vocals, guitar, harmonica)
Roy Bittan (piano, keyboards)
Clarence Clemons (tenor and baritone saxophones, backing vocals, percussion)
Danny Federici (organ, accordion, keyboards)
Nils Lofgren (guitar, backing vocals)
Patti Scialfa (backing vocals, percussion)
Garry Tallent (bass, percussion)
Max Weinberg (drums)

01. Born In The USA
02. The Promised Land
03. Cover Me
04. Working On The Highway
05. The River
06. Cadillac Ranch
07. War
08. * Bruce speaks in Italian language *
09. My Hometown
10. Thunder Road
11. Because The Night
12. Glory Days
13. Raise Your Hand
14. Born To Run
15. Chimes Of Freedom
16. Get Up, Stand Up


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LIVE IN ITALY
CROSBY STILLS NASH & YOUNG ITALY
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foto DANILO JANS
DANILO JANS ART
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martedì 12 marzo 2019

I PRIMISSIMI DECIBEL DI ENRICO RUGGERI e PINO MANCINI - 1978


Una sera del 1979 ci trovammo allo Sporting Club di Santhia (Vercelli) per assistere al  concerto degli HEARTBREAKERS di Johnny Thunders.Arrivati alla biglietteria ci fecero vedere un telegramma che annunciava l'assenza della band,per non so quale problema fisico.
Ci dissero : "Se volete ci sono i Decibel,il gruppo spalla".
Ci guardammo,non li avevamo mai sentiti,d'altra parte l'ondata punk era enorme e portava gruppi di tutti i tipi di giorno in giorno.
"Sono bravi...li ho sentiti alla radio" disse la ragazza che ci accompagnava.
OK.
Entrammo e i DECIBEL iniziarono subito,davanti ad un buon pubblico lo show.Il loro Act Live era molto duro,piu' hard rock che punk,grazie anche al grintoso chitarrista PINO MANCINI.Capelli molto lunghi su giaccone nero aperto e riffs senza pietà.riproponendo i brani del loro primo album,appena uscito.
ENRICO RUGGERI saltava letteralmente sugli amplificatori,ricordando il migliore lOU REED di Rock'n'Roll Animal.Tiravano come matti tutti e 4,proponendo anche cover fulminanti dei SEX PISTOLS.
Quell'ora di concerto ce la ricordammo.In seguito vedemmo Ruggeri a San Remo o in altre occasioni con i nuovi DECIBEL,che nella musica e nel look ricordavano piu' dei fighetti,che i lupi dell'esordio.
Ma la cosa incredibile a cui non demmo risposta fu,come Enrico avesse potuto fare a meno di Pino,per noi già un eroe della chitarra.Non ne sapemmo piu' niente fino a che non lo ritrovai in Facebook,sempre chitarrista ma anche Pizzaiolo delle dive a Milano.
Voglio con questo recuperato articolo ricordare  quel momento di grande rock Italiano.

Danilo Jans


I PRIMISSIMI DECIBEL DI ENRICO RUGGERI e PINO MANCINI - 1978

SEX PISTOLS /PIL STORY - 3 : JOHNNY LO ZINGARO (1992) + BONUS LIVE AUDIO PIL LIVE MANCHESTER 1979
1978 THE LAST SID VICIOUS Featuring NANCY SPUNGEN : PEE-TAH! Di Peter Gravelle / OH SHIT! Di Johnny Black / MORTE DROGA & ROCK'N'ROLL Di Marco Ferranti + BONUS AUDIO CONCERT Live At The Max's Kansas City New York City 7 September 1978
ULTIMA SERA AL MAX'S KANSAS CITY Di Lenny Kaye 
KANDEGGINA GANG  : VIVA L'ITALIA Di Red Ronnie
MARGHIE Delle KANDEGGINA GANG 1979 Di Marco Philopat
IMMAGINI DAL 1977 / Seconda Parte Da 70 GLI ANNI IN CUI IL FUTURO INCOMINCIO' 
NEW YORK:PUNK ROCK! Di Manuel Insolera
MUSICA INDUSTRIALE : RICAVARE PIACERE DALLA SOFFERENZA ALTRUI Di Andrea Venanzoni  
1980 : I FRENETICI RAMONES A REGGIO EMILIA Di Aldo Bagli 
EDDIE AND THE HOT RODS : IL POLEMICO PUNK DEGLI HOT RODS / FISH'N CHIPS ROCK'N ROLL Di Guido Harari e Aldo Bagli
IGGY POP : IO SONO IGGY-TOURNEE ITALIANA Di Aldo Bagli e LIVE A FIRENZE Di Federico Ballanti 1980 / NIGHT OF THE IGUANA Di Paul Trynka 

SIOUXSEE & THE BANSHEES INTERVISTA A GENOVA IL 20 GIUGNO 1981 Di De Tassis e Arbarello
MAMA BEA TEKIELSKI ; IL MIO ISTINTO DI MUSICISTA Di Manuel Insolera
IAN DURY MAGAPOST !!! : SOTTO SPIRITO INGLESE Di Aldo Bagli 1979 / UN METRO E MEZZO DI CATTIVERIA Di Dario Salvatori 1977 / SESSO DROGA E...BOMBETTA! Di Michael Pergolani 1978
MEGAPOST DEVO
THE SLITS - TOURNEE ITALIANA/PIOGGIA DURA PER LE SLITS Di Giacomo Mazzone + BONUS
DA LOS ANGELES.......X + BONUS LIVE AUDIO CONCERT ROSLYN NEW YORK 12 NOVEMBER 1983

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